«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

martedì 24 dicembre 2013

La stoffa ce l'hanno, ma come sarti quanto valgono?

DOPO LE ‘PROVE GENERALI’ DELLE ULTIME STAGIONI, ECCO PER ULISSI E MOSER L’ANNATA IN CUI CERCARE IL COLPO IMPORTANTE PER SALIRE DI UNO SCALINO.
Di ciclisti italiani dal talento vero ne abbiamo pochini. Di ciclisti italiani dal talento vero in squadre importanti ancora meno. Tra questi ‘meno’ Diego Ulissi e Moreno Moser sembrano pronti a correre prendendo la mira con più garanzie, che non le ultime stagioni. Il portacolori della Lampre ha fatto vedere un finale di stagione di alto livello, facendo capire che le fiammate delle tre stagioni precedenti forse sono arrivate a quel dunque ciclistico chiamato continuità. Il trentino della Cannondale è invece ‘scoppiato’ proprio nel finale di stagione, a dimostrazione che la forza dei nervi non può sostituire una maturità fisica che deve ancora temprarsi in maniera completa. Il Tour non perdona, l’Alpe d’Huez ancora meno specie se negli ultimi giorni di gara. A Diego (foto; http://it.wikipedia.org/wiki/Diego_Ulissi) non mancherà la concorrenza, anche dentro la sua stessa squadra. Andato via Michele Scarponi, i vari Pozzato, Rui Costa e Cunego reclameranno le loro occasioni. Il primo lo farà tra marzo e aprile, anche se tradizionalmente delude spesso, il secondo sarà capitano ma probabile che il suo obiettivo principale sia il Tour, il terzo facilmente reclamerà i gradi alle Ardenne ed al Giro, ma sappiamo che quando si parla di Damiano e tutto un aspetta e spera. Ulissi si trova nel mezzo, anzi nella mischia. L’anno scorso aveva esternato qualche mugugno sul fatto che altri ciclisti sono più seguiti di lui (Moser?), dal punto di vista della considerazione tra gli addetti ai lavori, giornalisti compresi. In una Lampre che un leader vero, carismatico, di riferimento, non sembra per ora averlo – Rui Costa lo sarà certamente come immagine grazie all’iride, ma vedremo adesso come correrà con gli ‘obblighi’ legati al titolo – Ulissi potrebbe trovare la via di fuga per uscire dal gruppo delle talentuose promesse. Un po’ perché ne ha le possibilità, un po’ per il vecchio e sempre chiaro; “Sarebbe anche ora!”.
Moser (foto; http://www.datasport.it/ciclismo/2013/ciclismo-gp-francoforte-spilak-beffa-moreno-moser-greipel.htm) ha esordito nei pro’ l’anno scorso con il botto (Trofeo Laigueglia, GP Francoforte, Giro di Polonia, convocazione a Valkenburg). Subito preso sotto l’ala semi-divinatrice di alcuni giornalisti perché “nipote di….” ha iniziato bene l’ultima stagione vincendo la Strade Bianche, cercando e mancando malamente l’appuntamento ‘casalingo’ tricolore al Melinda per poi, arrivata la piena estate, andare a farsi le ossa in Francia. Quest’anno pare dovrebbe svuotar borracce al Giro. Con Viviani e Sagan porta avanti la linea dei talenti che in casa Cannondale – già dal periodo Liquigas – è sempre stata fioriera di forti pedalatori, soprattutto fatti crescere senza troppa fretta. Ciclista che sembra godere di un fisico abbastanza lesto nel trovare la forma, ha nella Sanremo e nella Liegi le sue preferenze ciclistiche primaverili. La Cannondale ‘gira’ su 4 nomi in particolare: Viviani e Sagan per le volate, con il secondo sempre diretto al Nord, Basso (per quanto possa averne ancora) nei grandi giri. E Moser che vuol fare da grande? Se correrà, come parrebbe, il Giro, già da marzo dovrebbe mettere fuori il naso. Le due stagioni di apprendistato se l’è fatte. Adesso arriva il momento in cui aggiustare la mira.

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