«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

martedì 10 dicembre 2013

Corsa contro il tempo.

LA LORO SPERANZA E’ LEGATA ALLA SEMPRE ROBUSTA, INFINITA, SFIANCANTE, QUASI IMPENETRABILE, LABIRINTISTICA BUROCRAZIA GIUDIZIARIA ITALIANA. CI RIUSCIRANNO?
In questi giorni ha preso il via il (quasi certamente lungo) procedimento giudiziario riguardante il Team Lampre. Come capita spesso quando sai che non hai troppe speranze di cavartela prendendo il toro per le corna, l’allungamento dei tempi giudiziari diventa il tuo primo obiettivo. Il materiale per riuscire in questo non manca ai legali della difesa, grazie ad una lista impressionante di testimonianze (la Gazzetta parla di 250 persone!) che saranno ascoltate. I nomi che però reciteranno la malaparte dei primi attori saranno quasi 30 e tra questi alcuni nomi non hanno bisogno di troppe presentazioni: Saronni, Piovani e Bontempi tra i dirigenti; Ballan, Mori, Cunego, Pietropolli, Santambrogio tra i ciclisti in attività più noti della lista; Bruseghin, Piccoli, Rasmussen tra quelli non più ‘attivi’. Ma poi avranno la loro parte medici (2), massaggiatori (1), preparatori atletici (1) ed altri tra intermediari e altri atleti attuali ed ex. Sarà una corsa contro il tempo, una cronometro ciclistico/burocratica che avrà in 3 anni la scadenza entro la quale l’accusa dovrà vincere la partita. Alessandro Donati avrà parte in causa come collaboratore a sostegno della Procura di Mantova, e quando si cita il suo nome è noto di chi si parla.
Se dal punto di vista giudiziario la Lampre potrebbe riuscire a cavarsela, sia in teoria che in pratica, dal punto di vista dell’immagine solamente agli appassionati che accettano uno sport falsato basta che dia spettacolo (ce ne sono, state certi) possono passarci sopra parlando d’altro. La Lampre è pur sempre una formazione di prima fascia UCI da molto tempo, ha dato l’ultimo iridato italiano (Ballan, di cui si potrebbero avere notizie sportivamente meste già in gennaio), l’ultimo vincitore italiano del Fiandre (sempre Ballan), l’ultimo vincitore italiano del Lombardia (Cunego), ha tra le fila l’ultimo vincitore italiano della Sanremo (Pozzato), ha tesserato l’ultimo iridato (Rui Costa). “Beati gli ultimi” diceva un tizio un bel po’ di tempo fa. Saranno i primi… a cavarsela?

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