«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

venerdì 1 novembre 2013

Novembre; l'editoriale.

LE BORRACCE SI SONO SVUOTATE. SE LA NOTTE PORTA CONSIGLIO, CHISSA’ CHE L’INVERNO NON NE PORTI QUALCHE TONNELLATA SU TANTE TESTE DEL CICLISMO NOSTRO E ALTRUI.
“Da dove si potrebbe iniziare per dire cosa ci ha portato il 2013? Da una grande stagione sportiva per Nibali? Dalla Nazionale che manca il podio un’altra volta, per quanto tutti abbiano corso bene? Dalle cinque classiche monumento che non hanno avuto nessun italiano nei primi tre? Dalle donne che portano un’altra medaglia e ad inizio stagione una classica la centrano (Cittiglio)? Da una Federciclo che non ha nessuna certezza su chi sarà il suo Commissario Tecnico? Dalle categorie Juniores che – senza colpe loro – hanno contribuito ad un bilancio complessivo Mondiale che sfiora il deserto? Dal Comitato Organizzatore toscano che per mettere in piedi i Mondiali voleva decine di milioni in più, ed invece hanno fatto un buon lavoro lo stesso? Di Nibali che avrà Scarponi e Pellizotti come gregari, e che dopo Vinokurov come capo, adesso gli manca solo che chiamino il dottor Ferrari come medico di squadra? Dalla situazione indegna del settore non-professionistico italiano, e juniores in particolare, che in base alle nuove regole potrebbe far seguire un ciclista anche da un medico callista, basta che quest’ultimo sia laureato? Dal Giro d’Italia che senza nessuna spiegazione ha visto Rcs dare di botto un colpo di spugna a Michele Acquarone ed al suo staff? Di Mario Cipollini che ha il coraggio di farsi vedere ancora in giro alle gare o della gente che, o non sa leggere, o se ne frega se uno era pieno fino alle orecchie, e quindi qualcuno ci spiegherà perché dovremmo dire ad un ragazzino di fare ciclismo? Dei ciclisti amatoriali che iniziano le granfondo, ma poi vengono avvertiti che nella zona d’arrivo sono arrivati i medici dell’antidoping e allora preferiscono squagliarsela senza finire la corsa? Della Lampre che tessera Rui Costa, ma che a dicembre finirà davanti ad un giudice con molti suoi rappresentanti, e vai a sapere se ne usciranno con le ossa rotte? Di Santaromita e Di Luca che troveranno ancora qualcuno che gli darà l’occasione di bazzicare il ciclismo, dopo che la loro ex squadra – Vini Fantini – forse pagherà con l’esclusione dal prossimo Giro? Del ciclismo italiano che tolti Ulissi e Moser non pare avere niente nel dopo Nibali? Di Nibali e Tiralongo che, dopo il ritiro causa caduta nel Giro di Lombardia, sono andati al pronto soccorso di Lecco per farsi medicare, e dopo un’ora d’attesa sono dovuti andare da un’altra parte? Del dottor Ferrari che adesso si è ‘riciclato’ e segue ciclisti amatori che non fanno di certo gli operai, visto che pagano bene e non ti trascinano sotto le luci della ribalta? Del settore ciclistico dei più giovani (Juniores ed Allievi) che solo in Veneto ha perso 30 corse in un anno e sarebbe bello sapere come se la passano dalle altre parti? Di Chris Horner che a 42 anni ha vinto la Vuelta e non ha nessun contratto per il 2014, ma se fossimo in lui spariremmo senza pensarci due volte perché forse gli è andata più che bene? Del libro di Millar che ormai da anni ha venduto i diritti per l’edizione italiana, ma negli scaffali nostrani non se ne vede una copia, e non sarà mica perché tra i nomi e le circostanze che sono presenti in maniera dettagliata ci sono ciclisti nostri, gente che andava per la maggiore un decennio fa? C’è ne sarebbe di roba mentre si sgranocchiano castagne nei colorati e umidi pomeriggi autunnali (anche se qui costano Euro di Dio perché ce ne son poche). Queste sono alcune cose che ci ha lasciate il 2013.”

Nessun commento: