«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

domenica 27 ottobre 2013

Ultime sorsate dalla borraccia.

EH BEH!, VOLENTI O NOLENTI CON NOVEMBRE SULLA SOGLIA DI CASA SI ENTRA NELL’ULTIMO PEZZETTO DI STAGIONE PER NOI CICLISTI NORDISTI DELLA DOMENICA. E ANCHE IN GRUPPO POCHE COSE.
Il quadro è sempre lo stesso. Una tela raffigurante diversi soggetti, che prendono vita quando quest’ultima sembra iniziare ad andarsene. La catasta della legna per ora integra nelle sue dimensioni, il fogliame ingiallito e quasi dorato, il vino nuovo, il pettirosso che torna, le castagne che se fossero d’oro puro costerebbero meno, le sudate ciclistiche più abbondanti visto l’abbigliamento più corposo. Cala la sera, e con il cambio d’orario cala pure prima. C’è il ciclista già entrato in letargo, c’è quello che per sentirsi ciclista deve emulare i professionisti e quindi sotto con le prime serate in palestra, c’è Stribili (chi?) che pedala a settimane alterne (una di bici, 18 di riposo), e via così. Com’è ormai tradizione ci sono le prime sparizioni di caschi dalle teste. D’altronde appare inutile avere anche il casco se hai già un berrettino di lana sulla zucca. Chissà com’è l’autunno ciclistico di chi abita in riviera, di chi vede il mare invece delle vigne. Che sensazioni sente? Tra i professionisti le voci riguardano il ciclo-mercato. Si parla dell’Astana che potrebbe ormai farsi la licenza italiana. A parte il DS Martinelli e Nibali con alcuni atleti italiani, sono in dirittura d’arrivo Pellizotti e Scarponi. Atleti che hanno facilmente trovato l’occasione economica di finire la carriera con un abbondante bonifico bancario, e con la speranza (Scarponi?) di giocarsi l’ennesima carta Giro. Purtroppo all’Astana manca solo l’arrivo del dottor Ferrari – vecchio ‘consulente sportivo’ – del boss Vinokurov, viste le squalifiche in carriera prese dai due neo compagni di Nibali. Scarponi due volte, anche se la seconda era di quelle programmate, come fu per Pozzato. Sapendo che la squalifica sarebbe arrivata gli atleti richiesero – in quel caso ne ebbero il diritto – di spostare le udienze a fine estate, sapendo che avrebbero preso tre mesi di sospensione, che però arrivando negli ultimi mesi gli avrebbero fatto perdere solamente la parte finale della stagione, potendo correre senza problemi la successiva. Poco fa si scriveva a mo’ di battuta dell’Astana che poteva ‘farsi’ italiana. intanto nel 2014 come squadra italiana World Tour avremo solo la Lampre. E che Lampre sarà dovremo aspettare un mesetto e qualcosa, dopo le udienze che riguarderanno mezza squadra, tecnici compresi. A proposito, rispunta il nome di Cassani come CT. Credo sia la 50^ volta che capita. Se mai è stato ci sarà un motivo e probabilmente sarebbe da chiederlo al Davide.

2 commenti:

Stribili ha detto...

Sono una ciclista alternativa io ;-) ...però sabato una pedalatina l'ho fatta. Ciao!

The preacher ha detto...

Poi ci sono i ciclisti de Milàn, i più esaltati, quelli che non mollano il colpo manco a piangere, quelli che non "staccano" mai, che escono anche se c'è meno due, altrimenti "perdono la gamba". Poveri pirla...