«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

giovedì 5 settembre 2013

Il ciclismo 'over 40' e qualche sua storia.

SENILITA’ CICLISTICA SUGLI SCUDI. QUASI UN SECOLO E MEZZO DI GAMBE CHE PEDALANO: CHRISTOPHER HORNER, DAVIDE REBELLIN, JENS VOIGT.
IL BUONO: Jens Voigt va matto per le fughe quasi impossibili. Ma nonostante sia uno che ami scappare dal gruppo per tentare il colpo gobbo – che solitamente gli va male, per la gioia di Cassani che così può continuare con il suo pessimismo cronico su qualunque fuga esistente e futura – non scappa dai suoi doveri famigliari, disseminando di figli (per ora sei) il cortile di casa. Viva preoccupazione per lo spazio dentro casa, pensando a quando si ritirerà e avrà più tempo ancora per stare con la moglie. Tedescone, nato nel settembre del ’71 in una località che sfiora l’impronunciabile, come il 50% delle località teutoniche: Grevesmuehlen. Non sappiamo se mette birra nelle sue borracce. Indagheremo. IL BRUTTO: Christopher (Chris) Horner invece è americano, anche se nato in Giappone nientemeno che ad Ukenewe nell’ottobre dello stesso anno di Voigt (un mese dopo). Perché nientemeno che lì?: non lo so, ma ci stava bene scriverlo. Non si sa come sia riuscito ad esser ancora in gruppo, avendo avuto a che fare in passato con Johan Bruyneel e Lance Armstrong. Intanto non soltanto è ancora nel plotone per correre, ma lo fa pure bene. Tanto ch’è riuscito a vestire la maglia rossa della Vuelta nell’edizione che si sta correndo in queste settimane.
IL CATTIVO? Davide Rebellin è un leone (agosto) sempre del ’71, e per il momento vanta il record di essere il primo atleta italiano ad aver vinto una medaglia olimpica, e poi averla persa per doping. In Europa è il più vecchio ciclista professionista. La medaglia rubata l’ha rispedita alla sede del CONI in busta chiusa. Dopo la squalifica di due anni ed aver corso per la (modesta) Miche Guerciotti e per una (modesta) squadra croata, la Meridiana Kamen, adesso difende le insegne della (modesta) Ccc Polsat Polkowice. Unico straniero in mezzo a (modesti) ciclisti polacchi e dirigenti polacchi. Se Wikipedia ce lo regala come vincitore di Amstel, Freccia e Liegi in una settimana, il suo desiderio per il futuro lo raccontò lo stesso veneto alcuni mesi addietro a CyclingPro: “…vorrei essere un modello per i giovani. Magari come allenatore.” Robe da matti? Mica tanto, quando vedi gente che all’ultimo Giro chiedeva foto e autografi a Cipollini. Le ‘dimenticanze’ giornalistiche portano risultati. Ritroveremo Re Imbroglione circondato dai sorridenti e smemorati amici Rai ai Mondiali? Tornando a Rebellin, negli ultimi Campionati Italiani è arrivato al 3° posto dietro a Santaromita vincitore, con Scarponi secondo. Diciamo che quel giorno Santaromita ha salvato l’FCI da una premiazione imbarazzante?

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