«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

venerdì 23 agosto 2013

Allora vecchietto, quanto vali ancora?

LA GARA DELL’ANNO, QUELLA PER DARE UN SENSO ALLA STAGIONE, O FORSE PER CAPIRE SE TRA I MIGLIORI PUO’ RESTARCI ANCORA. PER DRITTO O PER ROVESCIO, PER BASSO LA VUELTA DIVENTA QUESTO.
Il palmares iberico di Basso regala un 4° posto nell’edizione 2009 staccato, al tempo, di soli due minuti dallo spagnolo Alejandro Valverde. Oggi il capitano della Cannondale inizia il Giro di Spagna con l’obiettivo di guadagnarsi il podio più basso di Madrid, ma la concorrenza con cui dovrà misurarsi è molto livellata verso l’alto. Una stagione, quella del varesino, che praticamente inizia dal Giro spagnolo. La prima parte (febbraio-aprile) lo ha visto fare praticamente solo presenza alle gare a cui ha partecipato. La testa guardava all’Italia, al Giro, anche lì al podio della corsa. All’inizio di maggio, nella settimana pre-Giro, eccoti la forzata rinuncia che lo ha estromesso dal gruppo per un paio di settimane buone. La forma fisica – che nessuno sapeva quale fosse, tanto evanescente era stato Basso fino a quel momento – se c’era se ne andò. Il Tour non era nei programmi e così anche il periodo centrale del calendario (maggio – luglio) saltò per aria.
Adesso il Giro di Spagna diventa la corsa per dare un senso ad una stagione altrimenti da buttare nel cestino. E come prima del Giro, anche stavolta i propositi di Basso hanno poche conferme basate sulle prestazioni. Le ultime gare, in avvicinamento alla 3 settimane iberica, parlano di un Basso in crescita di condizione. Sulle salite anche italiane del Giro di Polonia (ebbene si, oggi il ciclismo ha nelle bandiere un optional) qualche scampolo del miglior Basso si è intravisto. Ma da qui a potersi costruire una posizione conclusiva nei primi 5, o sul podio, ce ne passa. A meno che la Cannondale in primis non abbia portato in Spagna il miglior Basso, e un gruppo di corridori al massimo della forma, in maniera che il capitano possa contare su gregari sempre presenti fin dalla prima settimana. All’inizio della stagione scorsa, pareva che questa sarebbe stata la sua ultima stagione. Poi l’arrivo del nuovo progetto Cannondale e il Giro forzatamente precluso hanno immesso in Basso la voglia di allungare la carriera di un’altra stagione almeno. Nel ciclismo non s’inventa un’accidente. Per questo in questa Vuelta si capirà se Ivan è ancora ciclista di alto livello. Conoscendone l’indole probabilmente lo vorrà capire per primo proprio lui.

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