«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

lunedì 22 luglio 2013

Triangolo rosso?

SU FROOME ED IL SUO TOUR STRAVINTO CALA IL SIPAIRO. MA IL PEGGIOR SIPARIO POTREBBE ARRIVARE A DICEMBRE PER LA LAMPRE. LA SQUADRA PRO’ ATTUALMENTE PIU’ LONGEVA NEL NOSTRO CICLISMO.
Per leggere di Froome, del Tour, di Contador che per la prima volta stecca una stagione, di Quintana prossima stella delle cime, c’è tanto in giro. Buona lettura. Ma è dall’Italia che arrivano notizie che finalmente – perché era da un pezzo che si aspettavano novità – fanno luce sulla questione delle pratiche doping guardando alla formazione Lampre. Roba pesante, a meno che le notizie diffuse alcuni giorni fa dalle pagine della Gazzetta non siano bufale colossali. Ma siccome dell’inchiesta Lampre se ne parlava (molto poco) da un pezzo, c’è poco da sperare in fesserie tirate fuori di sana pianta. Una storia aperta pochi anni fa, andata avanti alla velocità della lumaca zoppa, ma prima o poi qualcuno doveva finire col sedersi nell’ufficio di qualche Procura. Saranno tanti, altro che solo qualcuno, a dover rispondere a domande anche imbarazzanti. Non mettiamo i nomi dei convocati, quelli li trovate cercando sul web, e senza tanta fatica, ma sono comunque noti. I più noti ci sono. Ciclisti, attuali e di pochi anni fa, massaggiatori, manager, dirigenti, diesse, medici. Credevamo che il doping di squadra fosse solo una questione francese (Festina)? Americana (US Postal/Discovery Channel)? Tedesca (Telekom)? Kazaka (Astana)? Olandese (Rabobank)?
Quel che fa rabbia, è che ciclisticamente la Lampre rappresenta un tesoretto. Ha fatto correre coi suoi colori il miglior Cunego – quello che non vediamo da tanto –, nel 2009 aveva piazzato due suoi ciclisti (Ballan e Cunego) al 1° e al 2° posto ai Mondali di Varese. Sempre con Ballan e i colori Lampre, l’Italia ha vinto l’ultimo Giro delle Fiandre. Hanno in rosa Ulissi, considerato talento puro, Malori, stessa considerazione per la cronometro, nel 2011 e 2012 hanno avuto in Scarponi il miglior italiano assoluto al Giro, e quest’anno solo un tal Nibali Vincenzo ha fatto – come italiano in classifica – meglio di Scarponi nella stessa gara. Tutto questo potrebbe sfaldarsi, liquefarsi, anche tra la dirigenza. Da Saronni – nome storico del nostro ciclismo anni ’80 – fino alla rosa di atleti. Lampre che fino a un’anno addietro si appoggiava al Centro di Medicina Mapei, uno dei migliori in assoluto, per andarsene verso un’altro centro medico, e poi lo strano progetto di lavoro con l’ex Michele Bartoli che si è messo a curare la preparazione di alcuni atleti blu-fucsia. Può essere che ci siamo persi la grande notizia perché nella vita si hanno diverse cose da fare, ma da quando Bartoli è un preparatore? E le altre cose già scritte nell’articolo precedente, per cercare di rendere un’idea di quel porto di mare che sembra diventata questa formazione ciclistica. Altro che sentire che la squadra si appoggiava presso una tal farmacia, perché venivano praticati forti sconti. Forti sconti? Una squadra World Tour che va dietro ai forti sconti? Miseria vigliacca, ma quanta roba ti compravi? A dicembre s’inizierà, e non dovrebbe volerci troppo per capire se sarà l’inizio della fine.

1 commento:

filippo ha detto...

E' la fine della lampre e del ciclismo italiano nel world tour, come da anni ormai stiamo osservando.
Una domanda: ma comè che l'europcar, altra squadra di cavalli da corsa, viene indagata e poi prosciolta, mentre noi siamo i paladini della giistizia?
Noi che tra mafia, politica e camorra siamo i migliori al mondo, ci mettiamo a fare i puristi e i difensori della legalità?
E si che abbiamo Di Rocco come presidente, uno che di queste cose se ne intende...
mah..
F.