«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

lunedì 1 luglio 2013

Luglio; l'editoriale.

STA ARRIVANDO, MOLTO SOTTO SILENZIO, UNA NUOVA IMPOSIZIONE CHE RIGUARDA LE GARE CICLISTICHE. LE CORSE IMPORTANTI NON PIANGERANNO, PER LE ALTRE TROVA SPAZIO UN GROSSO PUNTO DI DOMANDA.
“Se i tempi verranno rispettati, tra non molto gli organizzatori di gare ciclistiche locali, o comunque le cosiddette gare della domenica, rischiano di trovarsi davanti un provvedimento che diventa problema. Si vuole che durante le corse ciclistiche le persone che guidano i mezzi al seguito della gara siano provviste di una particolare patente, che permette loro di stare al volante durante le competizioni. Questo non cambierebbe molto la situazione delle gare più importanti a livello internazionale. In molti di quei casi ci sono gruppi specializzati nel fare da seguito alle gare ciclistiche, vedi per esempio i servizi radio. Ma il ciclismo non è solamente quello. Le gare dei ragazzi rischiano di ritrovarsi senza persone – solitamente volontarie – che possono aiutare l’organizzatore nello svolgimento dell’evento. Questo potrebbe obbligare gli organizzatori di una corsa a dover ingaggiare persone che arriveranno appositamente, e che difficilmente si accontenteranno di venir pagate con un piatto di pasta, o una pizza di ringraziamento la settimana dopo la corsa. Pare non basti che questo benedetto patentino o simil-tale venga richiesto. Fosse questo il problema sarebbe poca roba. Si vocifera che chi lo vuole dovrà frequentare un corso – a quanto sembra di poche ore – che dovrà pagarsi, per poi pagarsi anche il patentito stesso. In più si vocifera l’obbligo di ‘maturare’ delle presenze (come passeggero!) ad un tot numero di gare di un certo livello, per poter poi essere al volante in gare di quel livello. La questione è arrivata in queste settimane ai dirigenti di squadre e organizzatori – solitamente le medesime persone, una volta l’uno una volta l’altro – e la speranza di questi è che da qui alla prossima stagione si dia una migliore registrata a tutto il discorso prima di renderlo obbligatorio. Pensiamo solamente al discorso riguardante la copertura assicurativa. La notizia non ha per niente entusiasmato l’ambiente. Alcuni organizzatori, anche di gare dilettantistiche importanti, hanno già detto che questa disposizione li costringerebbe a tagliare il numero di vetture in corsa, altri hanno già detto che a rischiare saranno le stesse corse. Va detto che un’organizzatore che si affida a gente del mestiere, durante la gara ha certamente meno pensieri sul dover controllare cento volte quello che fanno tutti ogni cinque minuti. Però gratis non lo fanno di certo. Dall’altra chi organizza una corsa ha da sempre nel volontariato una risorsa che spesso ha permesso lo svolgimento stesso della gara. Se questa disposizione diverrà cosa concreta il panorama potrebbe ritrovarsi con diverse gare che verrebbero a mancare. Anche se molti non piangeranno. Spesso ci sono degli appassionati di ciclismo, o almeno che tali si definiscono che però, gira e rigira, seguono solo le gare più importanti perché sono l’evento. La gara Juniores non vale la pena. Quando il ciclismo è rappresentato anche dalle gare ritenute minori. Quelle che ora rischiano di più.”

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