«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

sabato 13 luglio 2013

La Faren pasticcia e Fabiana ci rimette.

PER 180 GRAMMI DI PESO MANCANTI SULLA BICICLETTA, LA LUPERINI VIENE SQUALIFICATA DAL GIRO. LA SUA SQUADRA MANDA GIU’ MA CON AMAREZZA PRECISA CHE….
Prendete in mano una mela neanche troppo grossa. Probabilmente ci siamo. Cioè, avrete facilmente sul vostro palmo un peso vicino a quello che a Fabiana Luperini è costato l’esclusione, la squalifica, l’estromissione dal Giro, per il peso irregolare della sua bicicletta. Raggiunta la seconda posizione della generale, dopo la 6^ tappa, ecco la notizia che la bici della scalatrice italiana è trovata sotto il peso minimo richiesto dal regolamento, e si decide per l’esclusione dell’atleta. La decisione viene accettata dalla dirigenza del GS Faren-Kuota, che però non condivide il tipo di punizione applicata e altro. Il sito Ciclonews riporta un comunicato della società ciclistica che spiega; “Regolamento a parte (che tutti noi della Faren-Kuota rispettiamo senza condividerlo), riteniamo che l'espulsione della Luperini (per soli 180 grammi) sia una eccessiva punizione, una squalifica troppo severa. Sarebbe bastato un poco di buon senso, in rispetto di una atleta che per il ciclismo femminile italiano ha dato veramente molto. Ci aspettavamo una sanzione sotto diversa forma (magari in termini di tempo o pecuniari), invece di essere allontanata dalla corsa. Anche in considerazione del fatto che la Luperini, per sue caratteristiche morfologiche, utilizza una bicicletta dalle dimensioni ridottissime. Maurizio Canzi della Cicli Kuota, spiega; “Molto peggio ha fatto la notizia giuntaci nella giornata di domenica 7 luglio quando abbiamo appreso che i Giudici incaricati di garantire la regolarità dello svolgimento del Giro Rosa avevano applicato il regolamento a loro discrezione facendo partire squadre equipaggiate con biciclette sprovviste di omologazione Uci. Vedersi squalificata la 2° in classifica ed apprendere che altre situazioni ben più gravi passino con l’avvallo del collegio di Giuria farebbero fare dietro front anche alla mente più aperta ma così non è stato…”. Forse è vero che l’esclusione dalla corsa è punizione troppo severa. Un’aggiunta di alcuni minuti alla classifica dell’atleta sarebbe stata magari punizione adeguata. Però visto che ormai per le biciclette si conta anche il peso della polvere attaccata ai copertoni, la squadra in primis doveva controllare che le loro biciclette fossero in regola. Il peso di ogni componente è omai ridotto ai minimi termini possibili e immaginabili in ogni parte, ed il peso è sempre presente nei calcoli dei meccanici, specie per la bicicletta di una scalatrice. Mentre sul discorso omologazione UCI, sarebbe il caso che la stessa Faren-Kuota chiedesse delucidazioni in merito, visto che parlano di situazioni ben più gravi (sicurezza del mezzo stesso magari?). Dispiace per la Luperini che stava chiudendo il Giro nelle prime posizioni – anche se nella cronometro finale il difendersi sarebbe stata questione molto difficile per lei – e che a quasi 40 anni stava riuscendo a tenere testa ad atlete che dal punto di vista ciclistico appartengono a due generazioni di differenza.

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