«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

sabato 22 giugno 2013

Bel colpo Ivan!

SCACCO MATTO DI IVAN SANTAROMITA NEL MELINDA 2013, GARA CHE ASSEGNAVA IL TITOLO ITALIANO. BATTUTI NEL FINALE SCARPONI E REBELLIN. DELUDE MOSER, MOLTO ATTESO ALLA VIGILIA.
Il 22° Trofeo Melinda si chiude dopo 229 chilometri assolati e caldi (per soli 73 partenti), e con la vittoria di Ivan Santaromita del GS BMC, che nel finale di gara si dimostra più sveglio dei suoi compagni di fuga, con uno scatto secco che a meno di un chilometro dall’arrivo ha la meglio su un combattivo Michele Scarponi ed un tenace Davide Rebellin. “Da anni sogno questa maglia. – dirà il vincitore nel primo dopo-corsa – Sono sempre lì per giocarmela e oggi ho deciso di rischiare, provando da lontano. Sapevo che per me oggi sarebbe stato difficile arrivare in volata, Ho portato via un gruppetto con me, poi negli ultimi 500 metri ho fatto uno scatto dando tutto quel che potevo” Delusione per alcuni big in corsa, tra cui Moser, Cunego e Pellizotti, mai visti se non al foglio firma. Molta era l’attesa nei confronti del trentino della Cannondale, che nell’avvicinamento al finale di corsa ha perso l’occasione per
Insieme ai primi tre, Santaromita (BMC), Scarponi (Lampre) e Rebellin (CCC), si erano mossi anche un ‘gigantesco’ Stortoni (Lampre) e un volenteroso De Marchi (Cannondale). L’arrivo delle prime posizioni: Santaromita – Scarponi – Rebellin – De Marchi – Nocentini. Sul lavoro enorme di Stortoni, non risparmia lodi il suo capitano Michele Scarponi; “Oggi Simone Stortoni meritava la vittoria per il lavoro che ha fatto. Nel finale ero messo bene. Pensavo, credevo, speravo, che Rebellin chiudesse allo scatto di Santaromita, invece niente. A quel punto era tardi per raggiungerlo.” Domani la prova contro il tempo, potrebbe portare un’altro titolo alla BMC, visto che Marco Pinotti ha rinunciato a correre la prova in linea, per dare il meglio in quella contro il cronometro. Visto che parliamo di cronometro, ieri (venerdì) una impareggiabile ciclista italiana, di cui notoriamente dimentico il nome, ha vinto l’ennesimo titolo italiano contro il tempo. Ed un vecchio (vecchio?) forte ciclista tedesco a cronometro, Ian Ullrich, ha detto che si dopava quando correva, perché così poteva adeguarsi agli altri. Anche se a quanto sembra – almeno da come l’ha spiegata a modo suo – lui era meno falso perché usava solo trasfusioni. Meno male, poverino.

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