«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

domenica 19 maggio 2013

Ammiraglia azzurra. Sarebbe anche il caso di darsi una mossa.

Quando sapremo con un minimo di certezza chi sarà, o è già, il Commissario Tecnico della Nazionale? Bettini gironzola – non tanto in verità – per gli arrivi di tappa e viene chiamato CT, ma se non siamo rincitrulliti del tutto alcuni mesi fa Maximilian Sciandri venne dato dalla nostra Federciclo come imminente boss dell’ammiraglia italiana. Male non farebbe se qualcuno poi spiegasse che accidenti di lavoro puoi mettere in piedi, quando ficchi Sciandri nell’ammiraglia a tempo super determinato (praticamente quello del premondiale e poi dell’evento stesso), senza certezze sul dopo. Un CT part-time? Ma la nostra Federazione non voleva mettere in piedi un progetto di rinnovamento? E chi siamo, San Marino (con tutto il rispetto, sia chiaro)? In più avere un CT che lavora come diesse per la BMC, che non ha mai avuto richieste ufficiali da parte della nostra FCI, nonostante la stessa formazione svizzera abbia fatto sapere alla stessa che sarebbe il caso che questa benedetta richiesta venisse fatta. Questione di soldi? Stiamo freschi allora! Luca Scinto, Direttore Sportivo della Vini Fantini, lo farebbe anche gratis in caso di un incarico da Commissario Tecnico a servizio temporale limitato. Bettini ha invece sempre mugugnato per il magro stipendio. Farà il Direttore Tecnico Generale. Che roba sia non si sa, e cosa faccia un ‘DTG’ ancora meno. E cosa voglia Paolo, che negli ultimi 4/5 anni di carriera era un ciclista di vertice, non si capisce. Di certo le sue mensilità da ciclista non erano roba da gregario nelle ultime vittoriose stagioni. Se poi si è mangiato il conto in banca affari suoi. Se dovessimo buttarla sul discorso merito-crazia, oppure sulla competenza del mestiere, il CT rosa Salvoldi dovrebbero legarlo al sedile. Ma come disse tempo addietro Giorgia Bronzini a CYCLINGpro; “Salvoldi è un tecnico speciale. Si fosse dedicato agli uomini forse l’avrebbero fatto fuori subito: in quel settore la competenza non è un requisito richiesto, anzi a volte è un’ostacolo”. Uno dei ciclisti più intelligenti che il nostro ciclismo ha avuto negli ultimi 40 anni è stato Moreno Argentin. Ma il veneto da troppo tempo segue in maniera solo superficiale le due ruote. In più il carattere di Moreno garantirebbe sicuro spettacolo nelle riunioni con i dirigenti, ma proprio per questo durerebbe poco. Maurizio Fondriest sarebbe perfetto per serietà del lavoro, ma lo sport a quei livelli è anche politica. Non sappiamo quanto la sopporterebbe. Se Argentin è uno che farebbe sbattere la porta nell’andarsene, Maurizio starebbe zitto ma se ne andrebbe anche prima. Saronni ormai è stato nominato tante di quelle volte negli anni passati, che se non è mai diventato CT un buon motivo ci sarà. Purtroppo di Ballerini ce ne sono pochi. La sua disponibilità era unica. Girava l’Italia per essere presente a serate, talvolta veniva pagato con una cena e due grazie, presenziava alle corse dei ragazzini, alle granfondo, alle corse importanti e meno, scuole. Se Sciandri sarà il nuovo CT deve iniziare a lavorare adesso. Siamo nell’anno dei Mondiali casalinghi. I pretendenti alla maglia della Nazionale saranno più del solito, e se questo è vantaggioso per la lista delle possibilità, questo rende più difficile lo scegliere la rosa degli atleti (con Nibali e Moser che saranno i due riferimenti su cui la squadra verrà costruita). Se invece Sciandri verrà fatto CT all’ultimo momento, tanto vale mettere lì uno Scinto qualunque, che magari costava anche meno (per poi ritrovarci però punto e a capo).

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