«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

domenica 21 aprile 2013

Scarponi vede il bicchiere (del Giro) mezzo pieno.

La ciliegina sulla torta di un finale perfetto. Questo ha rappresentato la vittoria di Daniel Martin, che proprio sul finale suo e del compagno Hesjedal spende le maggiori valutazioni. “Non ho mai fatto una corsa così prima d’ora. La mia squadra è stata praticamente perfetta, con Raider nel finale ha costringere gli altri a lavorare. Sono così contento, è incredibile! Quando ho visto Rodriguez attaccare ho pensato che dovevo andare. Ho seguito lui per lo sprint, non ho voluto rischiare, e poi sono riuscito a staccarlo” Con un pensiero invece al Giro d’Italia, ormai vicino, l’analisi di Michele Scarponi, il migliore dei nostri; “Volevo vedere se oggi riuscivo ad essere competitivo in una gara così importante come la Liegi. Sul San Nicolas ho promosso io l’azione, poi al traguardo sono giunto quinto. Però penso di aver fatto una buona corsa. Sia io che i miei compagni ci siamo mossi bene quindi di meglio non potevo fare. Era un bel test in vista del Giro e sono contento di essere andato bene”. Enrico Gasparotto (foto) nel finale si è ritrovato ad avere Nibali come gregario; “Alla fine quelli davanti erano quelli più forti. Ci siamo guardati molto, è stata una gara più tattica perché solitamente le salite facevano la differenza tra chi aveva gambe e chi no (la Liegi ha subito delle variazioni sul percorso N.d.A.). Purtroppo io e Vincenzo non siamo riusciti a restare agganciati ai primi dopo il San Nicolas, poi Vincenzo è stato molto onesto aiutandomi senza nemmeno glielo chiedessi. Alla fine non posso che esser soddisfatto di questa mia Liegi, dopo gli incidenti che ho patito nelle gare della settimana scorsa. Ora pensiamo al Giro di Romandia che inizia domani.” Nibali; “Una Liegi certamente diversa, perché averne cambiato un tratto del percorso ha fatto ‘prendere’ altre salite a velocità più forte rispetto a quello a cui eravamo abituati. Io stavo bene, però in queste classiche bisogna essere molto ‘esplosivi’ e non avevo quest’ultima qualità nelle gambe. Stavo bene, ma non sono riuscito a seguire i migliori. Quando ho capito che Gasparotto stava molto bene ho tentato di fare di tutto per chiudere davanti e cercare di portarlo lì, perché in volata è molto più veloce. Abbiamo corso per fare un’ottimo risultato. Ma le classiche non sono facili da vincere. Abbiamo corso bene, eravamo sempre nelle fughe. Credo che per andare forte qui bisogna passare per Amstel, Freccia e via dicendo”

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