«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

venerdì 26 aprile 2013

Pronti al Giro. Sarà una questione privata?

Napoli sta lucidando gli ultimi bottoni del suo vestito a festa colorato di rosa. Nel contempo iniziano a farsi largo le tante ‘letture’ sulla corsa da parte di critici, giornalisti, appassionati, sedicenti esperti del web (come chi scrive) e stessi protagonisti. Il borsino ciclistico vede, per il momento, due nomi su tutti con i presupposti tali da poter essere posizionati in prima fila per il GP della fatica: il britannico Bradley Wiggins e il siciliano Vincenzo Nibali. Il primo cerca il colpo doppio, la duplice vittoria prima nel Giro e poi al Tour. Può contare su una squadra, Sky, che fa da riferimento per tutte come organizzazione votata al leader di turno. Sfavorito dal conoscere poco le salite italiane, anche se nel 2008 un tal Contador Alberto vinse un Giro andando a guardarsele in macchina per la prima volta la mattina stessa delle tappe, Wiggins si gioca molto già nella lunga cronometro che i ciclisti affronteranno dopo nemmeno dieci giorni di gara. Quella frazione (Gabicce – Saltara di 55 chilometri) farà da tappa-spartiacque per sapere due cose in primis; come si metterà il Giro del britannico nell’ultima settimana, e poi che Giro sarà quello che dovranno correre oppure inventarsi gli avversari. Il primo a dover perdere meno possibile nella prova contro il tempo sarà Nibali, che dovrebbe giocarsi molte delle sue possibilità nei primi 10 giorni di corsa con un’equazione anche semplice: meno perderà dall’inizio del Giro fino alla cronometro, più alta sarà la percentuale di possibile successo che il siculo potrà avere dalla sua nell’ultima settimana. Arriva come bel vincitore della Tirreno-Adriatico e come bel vincitore del Giro del Trentino. Se dovessimo basarci sul come le ha vinte, al Giro dovrebbe vantare la sua miglior condizione possibile. Sperando per lui che quest’ultima non maturi troppo presto, eventualità che potrebbe fregarlo nell’ultima settimana, Nibali parte come il ciclista favorito del prossimo Giro. Questo è uscito dalle corse viste fin’ora. Gli altri pretendenti alla vittoria finale, o perlomeno quelli accreditati di tale ruolo, per il momento non hanno mostrato chissà che cosa (queste righe vengono scritte con il Giro di Romandia ancora in corso), nemmeno Wiggins. Per questo il britannico e l’isolano dell’Astana partono con le stimmate degli atleti di riferimento. Si sono visti bei segnali da parte di Rider Hesjedal nel finale della Liegi-Bastogne-Liegi. Sorpresa (vincente) nell’ultima edizione della corsa rosa, il canadese quest’anno avrà davanti una corsa ben più complicata, perché l’anno scorso tutti hanno iniziato a considerarlo pericoloso per la classifica finale solamente nell’ultima settimana, quando ormai la frittata era fatta. Quest’anno alla prima salita un po’ impegnativa, come per l’arrivo della 4^ frazione (Policastro – Marina di Ascea di 212 chilometri), tutti guarderanno come sarà il suo colpo di pedale. Il capitano della Garmin non potrà più godere del fattore sorpresa come suo alleato, ma vive l’impressione che l’abbia già capito di suo, visto che può già vantare un fisico abbastanza asciutto. In più, nella lunga cronometro individuale sarà uno di quelli che potranno difendersi meglio. Quest’anno vivrà il Giro con una pressione che non ha mai avuto prima in carriera, e come ‘testa’ è un ciclista da scoprire proprio da questo punto di vista. Su Basso ed Evans – che la pressione la conoscono – il discorso è vissuto nell’articolo sottostante, mentre questo Giro rappresenterà l’ennesimo tentativo di Michele Scarponi. Arrivato da un’inverno abbastanza tribolato le impressione ‘post Liegi’ sembrano buone, ma per lui – e per Samuel Sanchez – l’attesa della lunga cronometro rappresenterà un’impegno facilmente decisivo per capire come dovranno cercare di correre il resto del Giro. Visto che Scarponi dall’inizio della stagione non ha mai dato ancora nessun segno eclatante dal punto di vista delle azioni ciclistiche, l’unica speranza è che il periodo del Giro venga vissuto come quei periodi in cui la forma fisica è in continuo crescendo. Sarebbe il colmo che il colpo di pedale migliore iniziasse a farsi largo a corsa ormai scappata via. Chi potrebbe recitare la parte ciclistica di ‘color che son sospesi’ è Roman Kreuziger della Saxo. Il gregario di lusso di Alberto Contador vive con il Giro l’appuntamento dell’anno. Gran vincitore dell’Amstel Gold Race, con un’azione nel finale veramente degna del finisseur di grande classe, Kreiziger non è riuscito nell’Astana a fare il salto di qualità definitivo. Il gesto ciclistico che gli ha fatto vincere una classica importante come quella olandese, è un segnale da non pigliare sottogamba per annusare una condizione fisica in miglioramento. Su che Saxo potrà contare? Solitamente Roman ha un buon ‘fondo’ per quanto riguarda la distanza, che si traduce in gambe per la benedetta o maledetta terza settimana. Poi certamente, guadando alla classifica generale, salterà fuori la sorpresa dell’edizione (vedi Hesjedal l’anno scorso), l’uomo che non t’aspetti (vedi sempre Raider), quello che fa saltare il banco delle previsioni perché tutti credevano che ‘scoppiasse’ prima (idem con patate), l’alleato imprevisto per qualche favorito, tra quelli attesi a recitare un ruolo di primo piano. Ma per sapere chi potrebbe essere tocca star qui ed aspettare la ‘solita’ risposta che giungerà dalla strada.

2 commenti:

Bike Direction ha detto...

Bell'articolo!
La speranza è che vinca un italiano, magari "sconosciuto", per dare un po' di colore al nostro ciclismo, meraviglioso sport!

Manuel (Ciclismo PST) ha detto...

Grazie per l'apprezzamento.