«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

martedì 9 aprile 2013

All'orizzonte spuntano le Ardenne. Per cercare risposte, per trovare conferme.

Con la disputa della Parigi-Roubaix si è chiusa la prima metà del periodo dedicato al ‘lato Nord’ della stagione ciclistica. Dal punto di vista dei risultati, partiamo per le Ardenne continuare a cercar di (ri)vincere una delle cosiddette 5 Grandi Classiche. Se Sanremo, Fiandre, Roubaix sono già passate, restano Liegi e Lombardia. Guardando al mero punto di vista dei numeri, nelle classiche di un giorno, per quest’anno abbiamo già sistemato il conto grazie alla Longo Borghini. Speriamo invece di rafforzarlo anche nella non lontana Liegi, quarta classica storica dell’anno, la ‘decana’. Adesso si cambia registro, si cambiano molti dei protagonisti, si cambia modo di correre, si cambiano le attese. Entrano in ballo gli spagnoli con i vari Valverde, Rodiguez, Samuel Sanchez, Contador. Un tempo, mica tanto tempo, era il periodo per trovare ai vertici i fratelli Schleck – almeno il più giovane Andy –, vedremo Gilbert fin’ora appannato e ancora un po’ rotondetto. Parrebbe che la pattuglia italiana possa godere di forti possibilità di ben figurare grazie in primis a Moser, Nibali, Ulissi, Scarponi, Gasparotto che pensa da tempo al bis nell’Amstel Gold Race – vinta l’anno scorso –, e ci sarebbe la voglia di metterci anche Cunego, conoscendolo bene come nostrano ciclistico punto di domanda da diversi anni. Altro punto interrogativo, e che fin’ora non ha raccolto niente di quanto sperato, è il bilancio il tre volte Campione d’Italia Giovanni Visconti. Lasciata l’Italia due stagioni addietro per diventare gregario di lusso per Valverde, il siciliano non ha mai fatto il salto di qualità. Forse quest’ultimo l’ha fatto come versamento a fine mese. Ha corso la Roubaix non si sa per quale motivo, guardando alle sue caratteristiche di corridore che dovrebbe cavarsela meglio come finisseur, che non come passista su terreni pesanti. Fatto sta che a livello internazionale non ha mai avuto lo spunto che in Patria gli ha dato ben tre maglie tricolori. Questione di testa? Attualmente la situazione ci propone Moreno Moser atteso, con Diego Ulissi, a confermare le forti speranze nei loro confronti. Durante le prime corse dell’anno proprio Ulissi non ha nascosto di come lui si senta poco considerato dall’ambiente ciclistico italiano. È però possibile dire che se tutti guardano a Moser – diventato l’erede di Nibali come seguito giornalistico di casa nostra –, Diego debba considerare che un’attenzione molto alta porta con sé una responsabilità decisamente pesante. Non è detto che Ulissi debba trovare da lamentarsi. Curiosando oltre confine tornano le corse per il kazako Iglinsky, per ‘faccia di gomma’ Voeckler, per Sagan (che dovrebbe correre l’Amstel), come altri protagonisti che tra Amstel, Freccia e Liegi avranno tutto il terreno che vogliono per giocarsi una buona fetta di stagione. Tra gli stranieri, il punto di domanda che da non da segnali di risposta è rappresentato da Andy Schleck. La situazione riguardante i suoi scarsi risultati agonistici si sta prolungando da molto tempo – praticamente un’anno e mezzo ciclisticamente parlando – tanto che da alcune settimane iniziano a farsi largo voci di un calo di rendimento causato da questioni extra-ciclistiche. La RadioShack ha visto salvata la sua stagione grazie a un fantastico Cancellara che porta nel palmares 2013 due tra le corse più importanti in assoluto, ma è probabile che nelle prossime due settimane Andy Schleck si giochi molto più degli altri protagonisti che si contenderanno le Classiche delle Ardenne. Si giochi soprattutto per la sua immagine di capitano in seno alla formazione bianco-rosso-nera, che venne messa in piedi quasi esclusivamente su di lui e Cancellara alcune stagioni addietro con il nome Leopard. Per domenica dovemmo avere molti protagonisti presenti, poi diversi tra loro convergeranno in Italia per il Giro del Trentino, in vista del primo affinamento verso il Giro d’Italia. E anche a quello non manca più molto.

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