«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

domenica 17 marzo 2013

Tra la pipì e un tè caldo, Fabian pensa al Nord: la truppa è avvisata!

Sperando che l’Ilaria non mi denunci per averle rubato la foto, possiamo buttare lì che non è stata una Sanremo normale. Divisa in due con quell’intervallo, così lungo, ha ricordato una semi-tappa di un Giro d’Italia. Siete ciclisti? Fate mente locale: faticare, patire un freddo vigliacco, fermarsi e quindi spegnere il motore. Poi riaccenderlo, farlo tornare efficiente, e così la testa. Chiedete a Nibali, a Huschovd a Boasson Hagen. E vedere una classica storica partire, anzi ripartire, dalla tettoia di un distributore di benzina è cosa da ricordare. Poi arrivano le parole dei protagonisti, e capisci che la gara è stata anche normale corsa ciclistica nel suo finale. Gerald Ciolek: “Sagan aveva la posizione migliore per la volata e io cercavo il recupero su di lui. È una grande gioia. Ho aspettato l’ultimo momento e quindi non mi sono stancato. Tutti hanno sofferto oggi, le condizioni erano veramente dure, alla fine della giornata sono solamente felice. È un grande successo per me, il mio team, io posso solo ringraziarli per il loro supporto. È un grande, grande successo per noi.” Fabian Cancellara: “Nei primi momenti c’è rabbia, ma alla fine penso che oggi sono tutti vincitori. Se guardiamo a dove siamo partiti alle dieci, a dov’eravamo a Ovada nel bus con la pioggia e la neve, un freddo a cui nessuno può credere, per questi motivi arrivare qui a Sanremo… non ho vinto, però sono felice, perché io ho avuto tanti momenti in corsa in cui non avevo più speranze. Guercilena mi ha dato fiducia di credere, di non mollare mai, e alla fine ho lottato e penso di essere pronto per le classiche.” Peter Sagan: “Sono dispiaciuto perché oggi ero davanti e questa è stata un’occasione persa, la Sanremo non si vince ogni giorno. Possiamo dire che ho tirato la volata a Ciolek, perché era alla mia ruota. Ho voluto anticipare il mio allungo perché ho visto Chavanel anticipare di suo. Sapevo di essere il più veloce, ma Ciolek mi ha sorpreso. L’unica cosa che ho sbagliato è stata la volata, ma ci sono altre corse.“ Le classiche del nord annunciano spettacolo.

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