«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

martedì 8 gennaio 2013

Verso l'inizio....

Se volessimo spaccare il capello in quattro, la stagione ciclistica non avrebbe mai fine. Tra corse più e meno importanti si corre anche quando da noi sull’automobile carichiamo gli sci. Il calendario europeo costituisce, in linea di massima, il 90% delle corse più importanti al mondo. E proprio guardando a questo, vediamo quali potrebbero/dovrebbero essere gli argomenti ciclistici che saranno più di altri sulla bocca degli appassionati. LE CLASSICHE; vittima di una brutta caduta all’ultimo Giro delle Fiandre, lo svizzero Fabian Cancellara dovette rinunciare non solo al Fiandre stesso, ma anche alla Parigi-Roubaix. La superiorità di Tom Boonen, ma soprattutto la frattura rimediata sull’asfalto belga, lo avranno galvanizzato ancor di più per prepararsi con forte entusiasmo e voglia di rivalsa. Probabile quindi che con Boonen sarà ancora sfida tra giganti. Fin dalla Sanremo magari? Sarà da vedere se Cavendish accetterà di dividersi la squadra con il belga (mah!...). Vedremo anche se tra i due litiganti Peter Sagan saprà inserirsi per provocare quegli sconquassi che il suo talento, almeno sulla carta, suggerisce da un pezzo. Sempre in ambito classiche delle pietre c’è un nome, quello di Thor Hushovd, che potrebbe buttare alla polvere il 2012 tanto è stata deludente la sua stagione rispetto alle attese. E proprio per questo anche a lui non dovrebbe mancare la voglia di macinar chilometri senza risparmio già da queste settimane. Dopo aver vinto il Mondiale, giusto per rimanere in ambiente BMC, sarà la volta che Philippe Gilbert proverà ad assaggiare le corse delle pietre, anche solo per avere un’idea chiara al riguardo se provarci veramente oppure no? Ricordiamoci l’ultima stagione di Michele Bartoli, quando volle correre la Roubaix, maledicendo il fatto di non averla mai corsa prima. Dopo Fiandre e Roubaix arrivano le corse per i finisseurs. Guardando agli affari nostri l’anno scorso Gasparotto ha rotto il digiuno italico nelle classiche di un giorno e Nibali ha sfiorato la Liegi. Per quanto riguarda Damiano Cunego, riguardo a quest’ultima classica in particolare, tracce perse da 6 anni (la sua miglior Liegi racconta di un 3° posto nel 2006), mentre sua resta invece l’ultima vittoria italiana in una delle classiche storiche, con le vittorie al Lombardia targate 2007 e 2008, e che ormai recita la parte del vecchietto in seno alla Lampre. In quest’ultima dividerà il ruolo di uomo di punta al nord con Filippo Pozzato, neo acquisto del gruppo di patron Galbusera, visto che Alessandro Ballan (BMC) tornerà probabilmente al Tour, o forse per il Giro di Svizzera se i danni della grave caduta dicembrina guariranno come si spera. Quindi: Cunego, Gasparotto, Nibali e Pozzato in rigoroso ordine alfabetico, come i 4 atleti che tra Sanremo e Liegi saranno guardati da noi come portabandiera principali di Casa-Italia. Poco dopo, non molto dopo, Moser. Sarà l’anno in cui Viviani, Modolo e Ulissi faranno il salto di qualità? Daniel Oss è un vincente o solo uno che le gare le fa vincere? Anche da lui aspettiamo segnali. Visconti che farà dopo una stagione di basso profilo? Facile che per lui ambientarsi in una formazione straniera sia stato più rognoso di quel che pensava, ma ormai è da due stagioni che lui per primo cerca il salto di qualità. A vinto tre volte in titolo italiano. Adesso deve arrivare la vittoria “estera”. In ambito femminile, se dovessimo guardare alla tradizione, meglio stare a casa. A meno che una corsa come il “Binda” di marzo non venga portata fino al traguardo in volata, e quindi via libera alle possibilità della Bronzini, per il resto dobbiamo affidarci alla Cantele (e dai!...) e alla Guderzo, che l’anno scorso ha portato a casa il brodino di un 2° posto proprio a Cittiglio. A livello di squadre italiane vediamo se i soldi spesi per la MCipollini, sono pareggiati in qualità d’atlete. Al Giro d’Italia ci sarà un’italiana che vince almeno una tappa? La Berlato è stata solo una promessa e basta? Capiremo in maniera definitiva se Marta Bastianelli è ciclista da un giorno o da tappe? Giorgia Bronzini diventerà la velocista migliore dopo gli anni della Teutemberg? La Hausler è stata una cometa o adesso inizierà a prendere in mano l’eredità della Arndt? Tra gli stranieri Andy Schleck si è già meritato un pezzo d’articolo vista la sua tribolata stagione 2012, ma il pronostico non può non guardare principalmente allo spagnolo Rodriguez che ha chiuso al primo posto la classifica UCI dell’ultima stagione. Certo per lui verrà da pensare anche al Giro e alla Vuelta. Due corse che per 116 secondi (messi insieme) non le ha vinte. Fosse capitato ad un italiano avremmo fatto processi fino a Natale. GRANDI GIRI. Sul fronte delle fatiche lunghe il Giro d’Italia dovrebbe diventar terreno per cercar gloria guardando al britannico Wiggins, poi Nibali, e poi Scarponi che tenterà per l’ennesima volta di acchiappare la gara che insegue da quando lasciò l’Androni per l’approdo in Lampre. Troveremo ancora Basso che a 35 anni e mezzo vorrà portare a casa il 3° Giro, e capiremo quanto varrà Moser se correrà proprio la corsa rosa o dovremo attendere luglio (e se, vista la brevità, corresse il “Trentino” come uomo di punta?). Ivan Basso prenderà proprio il trentino sotto la sua ala, dopo aver fatto così con Nibali per quattro stagioni? Intanto il varesino è tornato ad avere carta bianca per poter puntare al Giro. Cosa che potrà fare anche Nibali con l’Astana del “boss” Vinokurov, e dei loro (tanti) soldi che ancora non si è ben capito da dove diavolo arrivino di preciso. Riguardo alla corsa italica, Franco Pellizotti vorrà fare un grande Giro. È l’unica certezza che porterà con sé, ma l’Androni farebbe bene a correre interamente per lui, visto che le motivazioni dello scalatore saranno potenti. Sul fonte delle ruote veloci, Marc Kavendish correrà in Italia o farà il Tour? O Tutti e due? Fino ad aprile non vi saranno certezze, se non le solite chiacchiere messe in giro. Il Giro sarà dedicato alle casse dei Comuni. In giro pochi soldi, quindi si doveva scegliere in base a chi poteva sventolare la mazzetta di banconote più grossa (vedi Brescia per la chiusura). Acquarone ha scelto. E probabilmente dovremo abituarci ad un’epoca euro-dipendente anche per la fisionomia dei prossimi giri. Partenze dall’estero incluse purtroppo. La gara vivrà il suo giorno di emozione più potente con l’arrivo alla diga del Vajont, per il 50° anniversario di un disastro di proporzioni spaventose per morti e dinamiche della mostruosa ecatombe. Scavalcando le Alpi – ma senza elefanti – per il Tour speciale delle 100 edizioni dovremmo trovare Alberto Contador (che forse correrà ancora la Vuelta e prima di tutte la Tirreno-Adriatico tra due mesi circa), Schleck per vincere senza “tavolini” di mezzo, Evans per forse l’ultima stagione in cui potrà essere competitivo per il vertice (classe ’77, vedi il discorso di Basso), e sarà tutta da vedere la situazione del GS Sky che in Francia potrebbe ritrovarsi Wiggins e Froome in coabitazione per il vertice. Alla Liquigas hanno risolto per due stagioni, mandando Nibali e Basso a fare spesso corse diverse, ma nel team britannico l’obiettivo dei due è il medesimo. Dipenderà da come Wiggins uscirà dal Giro. Certo è che lui vorrebbe provare a vincerli entrambi. Sagan tornerà in Francia non più come promessa. Le cose gli si presenteranno ben più difficili. Per guardare alla Vuelta, è ancora troppo presto per qualunque considerazione tenendo conto che arriverà tra nove mesi. ALTRO? Anno di Mondiali italiani (che a quanto pare saranno costosi come mai visto prima e non è un vanto) e poi vorremmo sapere delle notizie sicure e definitive riguardanti Frank Schleck, sparito dalle gare dopo l’esclusione dal Tour per una positività di cosa non si è mai capito con certezza. Sul discorso del doping la vicenda Armstrong (decapitato di tre quarti dei suoi successi in carriera) ha tenuto banco a novembre e dicembre. Ma sul fronte imbrogli dovremmo finalmente arrivare alla fine del discorso che riguarda Ferrari. Anche quest’anno salteranno altre corse nazionali? Dopo i Giri di Lazio, Emilia, Veneto, che con il tempo hanno perso pedigree – e guardate che il Gran Piemonte esiste perché “mamma” RCS (o Gazzetta che più o meno è uguale) ci mette la firma – dopo che anche il Giro di Sardegna è saltato dopo poche edizioni e non si sa niente al riguardo di quest’anno, altre corse andranno in malora? Ci resta il “Padania”? Speriamo che il figlio di Bossi non si sia svuotato la cassa anche di quello. A parte il “Friuli” che è saltato per fatti che coinvolgevano il suo patron con questioni legate alla prostituzione, e lì hai poco da palare di crisi del “movimento” se non cambiando tipologia di movimento, guardate che la Tirreno-Adriatico è da un paio d’anni che si “stiracchia” in lungo e in largo per andare in cerca di Comuni che possano spendere. Stiamo su con le antenne. La crisi se ne frega si scatti e controscatti.

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