«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

lunedì 28 gennaio 2013

Due mesi per la verità?

Lo sport ha avuto tre “santoni” esperti di doping negli ultimi tre decenni. Negli ’80 Conconi, nei ’90 Ferrari, nel decennio scorso Eufemiano Fuentes. Siamo arrivati adesso al processo che – in teoria – dovrebbe far tremare la Spagna sportiva. Dopo i grossi guai che hanno travolto il ciclismo nell’estate del 2006, potrebbero/dovrebbero venire a galla tante altre notizie che non riguarderebbero solamente lo sport ciclistico. Siccome nel periodo del “fattaccio” la legge spagnola non aveva ancora approvato la propria legge contro il doping i ciclisti Beloki, Basso, Scarponi, Contador, Valverde siederanno in tribunale come testimoni e non come colpevoli del fatto. Sta di fatto che le speranze non sembrano molte. Sarà da vedere se il processo toccherà solamente il ciclismo o sconfinerà anche nella altre discipline sportive, visto che il numero di sacche di sangue era decisamente superiore, e l’ormai vecchia dichiarazione di Fuentes: “Se parlo io, addio a Mondiali ed Europei vinti dalla Spagna”. Siccome il dopo-Armstrong viene diffuso con quell’alone del tipo: “Evviva, il Diavolo è stato scoperto, ora il ciclismo è pulito!” vediamo cosa capitava anche quando Lance non correva nemmeno, e come se la passavano gli altri sport.

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