«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

venerdì 23 novembre 2012

Il talento giovane e quello sprecato.

“Pompato” da matti dalla stampa italiana, la strada più velocemente idiota per farti passare la voglia prima del tempo, Moreno Moser ha avuto la sfortuna di vincere fin dall’inizio della stagione. Si, sfortuna, perché Laigueglia e Francoforte sono diventate la scusa per rompergli le balle ogni due corse; “Allora Moreno, sarai protagonista? Proverai questo e quest’altro? Sei andato forte l’altro giorno. Ti vedremo alla gara del Salame? E come ti avvicini a questa corsa? E il Trofeo Pasta e Fagioli? Lo corri? Lo vinci?” Una situazione perfetta per fare in modo che uno si faccia passar la voglia nel giro di due o tre anni e poi – facendo bene a farlo – mandi in malora tutto. Il fatto che questo giovane ciclista abbia talento non vuol dire che gli si possono chiedere risultati uno dietro l’altro dalla prima stagione. Ha talento? Perfetto. Se ha talento, quest’ultimo ce l’avrà anche tra tre o quattro anni. Il talento non dura tre giorni. E invece niente. Bisogna convocarlo in Nazionale subito manco avesse 35 anni e fosse all’ultima occasione, si deve impostare la squadra anche per lui perché se Gimondi vinse subito quella corsa lì, se zio Francesco vinse quell’altra, se mio nonno eccetera, al Giro deve farci vedere questo e quest’altro perché è un talento. Aspettiamoci che prossimamente il ragazzo debba pisciare a testa in giù facendo centro in un bicchiere e avanti così. Nientemeno, con adesso Nibali che ha lasciato la Cannondale (ex-Liquigas), lo faranno diventare il pupillo che sotto l’ala protettrice di Basso dovrà raccogliere il testimone di Vincenzo nella formazione italiana (se non diventerà statunitense, visto lo sponsor principale) e allora ecco la sfida che dovrà diventare rivalità, perché sono i giornali quelli che devi fare contenti in primis. Con Nibali andò bene. Il ragazzo non si montò la testa nonostante fosse descritto come il nuovo Gesù Cristo dell’italico ciclismo, pazientò il giusto anche grazie ai suoi dirigenti che non lo strizzarono fin dall’inizio, e i risultati arrivarono senza farsi troppo aspettare. Moser ha il dna giusto per l’ambiente ciclistico (leggi; zio Francesco) e i consigli da casa non gli mancheranno. Speranza è che se resterà due mesi senza vincere non inizino a dare colpa alla Cannondale, visto che dal punto di vista del far crescere bene i talenti giovani stanno lavorando bene da anni
Cambiando aria, in casa Lampre arriva Filippo Pozzato. Squalificato 3 mesi per aver bazzicato attorno al dottor Ferrari (lo sanno anche i semplici appassionati che da 10 anni Ferrari è il medico sportivo più sorvegliato al mondo anche quando va a pisciare, non lo sanno gli atleti?), il veneto ha scoperto cosa sia la solidarietà dei colleghi con, a quanto letto sui quotidiani, diversi di loro che si sono dimenticati il suo numero di telefono. Quello che però avevo scritto un’anno addietro è diventato realtà. L’allora contratto di una sola stagione era programmato per rispondere in maniera positiva ad un’eventuale chiamata da una squadra di prima fascia, senza avere un contratto da far risolvere con spese aggiuntive che avrebbero potuto “blindare” il vicentino. Certamente adesso la Lampre ha l’uomo per i grandi giri (Scarponi), il finisseurs (Cunego), basta che non si parli di lui sennò stai fresco, e appunto Pozzato per le corse “pesanti” del pavè. Intanto, proprio su questo tipo di corse, sono passate diverse stagioni e Pozzato ancora non ha mai centrato il colpo grosso. Ci ha girato intorno al Fiandre (5° nel 2009 e 2° quest’anno) e anche alla Roubaix (2° nel 2009), ma le occasioni non aspettano molto alle fermate sulla stazione chiamata Vittoria. Cosa voglia Pozzato non si sa, se non un’ulteriore guadagno economico, visto che alla Farnese era capitano indiscusso, e a quanto diceva giusto un’anno fa voleva la squadra di Scinto per ripartire, certo di aver incrociato l’ambiente giusto per ritrovare stimoli e motivazioni. Se poi si è invece offeso perché il suo GS è stato zitto sulla vicenda Ferrari, non pretenda che Scinto e dirigenti mettano becco su questioni che non li coinvolgono.

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