«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

giovedì 4 ottobre 2012

SI, PUO' ESSERE UN GRAN BEL GIRO.

Cinquantacinque motivi per convincere Superbasetta a correre il Giro. Ecco come si possono leggere i chilometri ficcati dentro la corsa nell’ottava frazione, una lunga cronometro individuale, da Gabicce Mare a Saltara. È l’invito che, tra le righe, RCS manda a Bradley Wiggins per averlo alla partenza napoletana. Ma anche Cadel Evans è nel “mirino” della Gazzetta, contando sul bel rapporto che Evans ha sempre avuto con il nostro pubblico. Il Giro 2013 è più duro rispetto all’ultima edizione, e sulla carta è di certo meno sonnacchioso nella prima metà. Tre gli arrivi in salita che più di altri sono attesi; domenica 19 maggio per la Cesana Torinese – Col di Galibier (150 km.), venerdì 24 per la Ponte di Legno – Val Martello (138 km. con Gavia e Stelvio) e il giorno dopo i 202 chilometri che da Silandro porteranno alle terrificanti Tre Cime di Lavaredo, che arrivando dopo il Passo San Pellegrino, Passo Giau, e Passo Tre Croci saranno ancora più pesanti. Sarà quel giorno che conosceremo il vincitore della corsa. Gia detto della cronometro dell’ottava tappa (che dovrebbe essere il primo robusto spartiacque per la classifica generale) la tappa più importante dal punto di vista simbolico è la frazione che mercoledì partirà da Tarvisio per raggiungere Erto. Saremo in Friuli, ad uno passo dalla “nuova” Longarone, perché la “vecchia” Longarone è scomparsa, disintegrata, cancellata dal tempo degli uomini, dalla faccia della terra. Saremo ad un passo dal luogo dell’immenso e spaventoso disastro del Vajont, che ricorderà il 50° anniversario di quella mostruosa tarda serata bellunese dell’ottobre 1963.
Stando alle dichiarazioni della presentazione, possiamo aspettarci quasi tutto il meglio per quanto concerne la qualità dei contendenti al successo conclusivo in quel di Brescia. Quasi certa la presenza di Vincenzo Nibali, non dovrebbero esserci discussioni sul gettone di presenza per Ivan Basso e Michele Scarponi. Difficile avere Alberto Contador, c’è speranza per Superbasetta e Joaquin Rodriguez e probabili saranno le presenze di Ryder Hesjedal e Mark Cavendish. Per Gilbert vedremo, per Andy Schleck poche speranze (e figurarsi…). Il Giro sconfinerà in Francia, destinazione Col du Galibier. Sarà un saluto speciale per la grande edizione numero 100 della corsa transalpina. Un grande evento, com’è la nostra corsa, porta un giusto saluto ad un’evento gigantesco come il Tour, gara che ha dato soddisfazioni splendide anche al nostro ciclismo. Tante le occasioni per le ruote veloci con sette arrivi adatti al 54/11 (la 1^ tappa in quel di Napoli, la 5^ a Matera, la 6^ a Margherita di Savoia, la 12^ a Treviso, la 13^ a Cherasco, la 17^ a Vicenza e l’ultima sul traguardo di Brescia). Non avremo uomini di classifica che si muoveranno fino alla cronometro. Solamente da lì gli specialisti delle lancette (Evans e Wiggins?) daranno il primo grande colpo agli avversari che dovranno perdere il meno possibile in vista delle salite (Rodriguez, Scarponi e Nibali?), con altri protagonisti che potranno limitare i danni con meno patimenti (Hesjedal e Basso?), in vista di una seconda settimana certamente interessante con tre arrivi in salita racchiusi nell’arco di sei giorni. La terza settimana proporrà la crono-scalata di 20 chilometri verso la località Polsa, e poi in successione le due frazioni decisive di cui si scriveva in precedenza.
Il Giro parte dal sud, e ci resta per una settimana. È giusto, anche se per riuscire a portare la carovana verso le montagne del nord ci sarà una vagonata di trasferimenti. Leggete qua; tra la 5^ e la 6^, tra la 6^ e la 7^, tra la 7^ e l’8^, tra l’8^ e la 9^, tra la 9^ e la 10^. Una sequenza devastante che viene fermata soltanto dopo il 10° giorno di gara grazie al primo giorno di riposo, martedì 14 (il secondo è lunedì 20). Saranno tanti gli arrivi inediti; 11! Forse un record, tenendo conto che le tappe sono 21. Le motivazioni per gli atleti non mancano. Nibali dovrà vedersela con Basso, dopo anni di “apprendistato” presso il varesino. Quest’ultimo cerca sempre il suo terzo Giro e deve sbrigarsi perché la carta d’identità inizia farsi sentire. Hesjedal vorrà far vedere che la vittoria dell’ultima edizione non è stata frutto del caso, Scarponi invece che il Giro sa vincerlo e non solo rincorrerlo, e poi Rodriguez che in questi anni è stato forse il più forte non-vincente-per-un-pelo tra i protagonisti. È arrivato vicino alla vittoria dell’ultimo Giro, poi è stato portatore del simbolo del primato alla Vuelta, prima di lasciare la “rossa” a Contador e chiudere al 3° posto finale. Lo spagnolo, atleta generoso, numero 1 nella classifica UCI 2012, è un ciclista che pian piano a iniziato a piacere anche al pubblico italiano. Quando aveva una frazione buona per lui lo spagnolo ci ha sempre provato. Magari gli è andata male, ma queste cose restano nella testa degli appassionati. Dovrebbe essere un bel Giro. Il percorso è migliorato, la rosa dei pretendenti è abbastanza ampia, anche se la partecipazione di Wiggins ed Evans darebbe ancora più lustro all’evento. La prima settimana sarà per gli sprinter ma senza esagerare. La seconda avrà un paio di tappe importanti, per farci capire chi non avrà le gambe per vincerlo, e poi nella terza tre giorni filati di strade a salire con le emozioni senza appello delle Montagne Regine, le Dolomiti. Cosa manca? Resta da vedere chi ce lo farà vedere. Infatti, al momento, RCS non ha nessun accordo con nessuna televisione. Questo ci spiega perché la RAI aveva dato poche sporadiche notizie sulla presentazione della corsa, limitandosi a gocce di notizie date al lumicino. Vergognoso perché la tivù di Stato, anche se non coinvolta nel baraccone rosa, avrebbe dovuto dare un’informazione attenta su uno degli eventi sportivi più seguiti dell’anno. Invece il tutto si è rivelato una silenziosa ripicca del tipo; “Se non abbiamo trovato un’accordo che vuoi da me? Arrangiati!” Eppure la RAI ha ricevuto molto dal Giro. Un’intesa momentanea per la presentazione non era cosa impossibile da trovare se ce ne fosse stata la volontà. E forse sta tutto qui. Intanto chi ci ha rimesso siamo stati noi. Grazie a tutti e due.

1 commento:

filippo ha detto...

Direi trasferimenti esagerati.
Il giro d'italia, non deve per forza fare ogni volta TUTTO il giro dell'italia!
Poi una cronosquadre di 17 km che senso ha?
Per non parlare della cronoscalata, che non ha nessun senso e che non incide per niente nella classifica.
Mah. Penso che questa volta il Tour farà meglio del Giro..