«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

mercoledì 12 settembre 2012

IL CONTO E' SEMPLICE; 2+2= NIBALI.

La notizia è una, anche se con un po’ di cattiveria potrebbero essere due. La prima è che Vincenzo Nibali sarà il nostro capitano nella prova in linea elite, per giocarsi il titolo iridato in quel d’Olanda. Paolo Bettini ha scelto di costruire una formazione per il siciliano, continuando anche quella scelta di ricambio generazionale che giustamente porta avanti. Il Commissario Tecnico ha fatto i conti in maniera semplice, affidando la sua squadra al ciclista nostrano che ha conseguito i migliori risultati in questa stagione (vittoria nella Tirreno-Adriatico e podio al Tour), rinunciando giustamente a Damiano Cunego, che nonostante sia stato quasi certo del posto in azzurro fino all’estate, e come uomo su cui puntare visto il percorso, ha però corso in maniera veramente anonima il Giro di Spagna. Per Nibali è la prima vera occasione iridata come uomo di riferimento assoluto, a dimostrazione che ormai il siciliano rappresenta il “movimento” azzurro in toto. La seconda notizia, che magari passa in silenzio, dice che Damiano Cunego non correrà il Mondiale su di un percorso che sulla carta era molto buono per lui. Per il veronese il segnale che se pensava di essere intoccabile, dovrà invece ripartire senza certezze dalla prossima stagione e riguadagnarsi (l’ha mai avuto?) il ruolo di leader tra gli azzurri. Forse in questa “bocciatura” c’è anche il vecchio Bettini ciclista. Lui, uomo che quando era in attività ed atteso ad un risultato spesso era protagonista, ha avuto buona memoria del fatto che Cunego è ciclista che (troppo) spesso e volentieri manca sempre nei momenti in cui è atteso. Tante volte Bettini ha detto e ribadito che lui vuole vedere anche risultati. Nella prova contro il tempo i ruoli sono quelli già rivisti. Marco Pinotti a fare da “chioccia” per Adriano Malori, che adesso dovrà far vedere qualcosa perché sarebbe anche ora visto che da tre anni se ne parla un gran bene. Nella formazione italiana l’età media si è abbassata (26 anni) e forse siamo all’ultima occasione che vedrà in azzurro Rinaldo Nocentini (‘77), Marco Pinotti (‘76) e Luca Paolini (’77), anche se la tentazione dei prossimi Mondiali a Firenze da sempre stimoli ed energie. I più giovani, Moser (’90), Nizzolo (’89) e Malori (’88). Ecco gli azzurri convocati dalla Federazione; Vincenzo Nibali, Moreno Moser ed Eros Capecchi (GS Liquigas) – Dario Cataldo e Matteo Trentin (GS Omega/Quick Step) – Oscar Gatto (GS Farnese Vini) – Diego Ulissi e Adriano Malori (GS Lampre) – Marco Pinotti (GS BMC) – Luca Paolini (GS Katusha) – Rinaldo Nocentini (GS Ag2R) – Giacomo Zizzolo (GS Radioshack/Nissan) – Marco Marcato (GS Vacansoleil). Malori e Pinotti per la cronometro. Le due riserve saranno scelte prossimamente.

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