«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

venerdì 15 giugno 2012

RAGAZZO, CI SI PROVA E STOP!

CHIAMALI SEGNI DEL DESTINO O BOTTE DI C*** MOLTO TEMPESTIVE, FATTO STA CHE QUESTA EDIZIONE DEL TOUR REGALA UN’OCCASIONE DA NON MANCARE PER UN CERTO ITALIANO (foto; bicimessina.myblog.it) La notizia riguardante il forfait di Andy Schleck in vista del Giro di Francia, causa la sua caduta all’ultimo Criterium del Delfinato, apre una casella di speranza per diversi protagonisti che il Tour non l’hanno mai vinto, e ne chiude un’altra insita di preoccupazioni per chi il Tour deve difenderlo (Evans) da un’avversario adesso di meno. Già l’assenza di Alberto “Matador” era sentita come occasione da incorniciare per chi (tutti) avrebbero tribolato da matti con il fuoriclasse iberico in gara. La rinuncia forzata del biondo lussemburghese del GS RadioSchak-Nissan-Trek, diventa in negativo notizia rilevante. Se dovessimo basarci su quello visto quest’anno, la rinuncia di Andy non toglie un’accidente ai motivi agonistici del Tour vista l’inesistenza ciclistica del lussemburghese in questa primavera. Fatto sta che la corsa perde chi, con Wiggins, rappresentava la prima insidia per Evans in vista della generale. Con una lista partenti che, tra doping e fratture, ha lasciato per strada – nel tempo – due favoriti del calibro di Contador e Schleck, ecco che per Vincenzo Nibali l’occasione del Tour diventa ancor più da non mancare. Se, come pare, l’isolano potrà contare anche sull’apporto di Basso, che provenendo dalla scuola Tour conosce come pochi la corsa francese, viene veramente da chiedersi quando capiterà per Nibali un Tour così “allettatamene scalognato” dal punto di vista dei possibili vincitori, leggi avversari. È certamente, quello attuale, un contesto meno difficile di quel che sembrava fino a quest’inverno. Che potrebbe però tramutarsi in sintomo di una maggiore pressione proprio verso Nibali, con il siculo ai nastri di partenza consapevole che senza il moro ed il biondo l’occasione difficilmente si ripeterà in futuro ed è quindi da sfruttare ad ogni costo. Comunque, visto che stiamo parlando di un doppio “podista” al Giro, vincitore di una Vuelta, di una Tirreno-Adriatico, e probabile firmatario di un signor contratto a breve per le prossime due stagioni (forse tre), pensiamo che la pressione sia motivo a cui non attaccarsi. L’occasione Tour di quest’anno è grossa e Nibali lo sa. Sul forfait di baby Schleck c’è poco da dire. Il ciclismo è sport pericoloso e di questi episodi ce ne sono sempre stati. Frank Schleck avrà al Tour la squadra messa in piedi per suo fratello, quindi non potrà lamentarsi della qualità dei gregari che andranno a prendergli la borraccia in ammiraglia. Stai a vedere che l’occasione della carriera ce l’ha lui?

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