«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

domenica 10 giugno 2012

Giro-Donne 2012; sarà un po' italiano?

Stacco; la 5^ frazione del Giro d’Italia 2009 si corre partendo da Fossacesia, per raggiungere Cerro al Volturno. I chilometri da percorrere sono 110 e la formica atomica Emma Pooley veste di rosa. L’Italiana Noemi Cantele vince (e anche bene) la tappa, davanti alle velociste Giorgia Bronzini e Ina Yoko Teutemberg. È il 7 luglio di 3 anni addietro, ed è l’ultima vittoria italiana in una tappa del Giro. Stacco; la classifica generale conclusiva del Giro d’Italia rosa 2008 vede Fabiana Luperini davanti ad Amber Nieben (2^) e la tedesca Claudia Hausler a chiudere il podio. Quella fu l’ultima volta di una maglia rosa vestita da un’italiana. Sono passati quattro anni. Che Italia sembrerebbe presentarsi quest’anno? Con il pallino Olimpiade sulla testa delle azzurre (dopo diversi Mondiali, certamente l’FCI vuole l’oro olimpico), troveremo facilmente Giorgia Bronzini concentrata alla ricerca della massima condizione. Ma siccome il Giro è corsa da classifica come staranno lì le cose? Basandoci sulle ultime annate mettiamo Tatiana Guderzo come atleta di punta, ma l’italiana più di quanto abbia reso in questi ultimi anni non sembra poter andare (cosa tocca scrivere proprio a me!), quindi dovremo vedere quale sarà il livello di forma delle avversarie, straniere in primis. Un tempo la Guderzo poteva appoggiasi nelle prove a cronometro, ma con una ridicola distanza di otto chilometri cosa vuoi inventarti? Se totalizziamo i chilometri a cronometro delle ultime 4 edizioni, quindi considerando anche quella che si dovrà correre, troviamo queste cifre; 2009; 13 chilometri – 2010; 17 chilometri – 2011; 16 chilometri – 2012; 8 chilometri; totale: 54 chilometri in quatto edizioni per una media di solamente 13 chilometri annui. Pochi, troppo pochi. Siccome, ciclisticamente parlando. Guderzo, Bronzini, Baccaille, Cantele appartengono ad una generazione “vecchia” (!), vediamo se quest’anno non potremo aspettarci la Scandolara come sorpresa della generale in casa nostra. Classe ’90 per lei, guida idealmente la generazione che in questo decennio dovrà iniziare, tra pochi anni, a prendere il posto del fenomenale ciclo delle atlete nominate poche righe più su. Notizie antipatiche per la clavicola della Berlato (classe ’88) che è caduta nella prima settimana di questo mese. Vedremo quanto sarà gave l’infortunio. La Patuzzo (1989) e la Carretta (1989) avevano iniziato a farsi vedere in alcune frazioni delle ultime edizioni, ma si vedeva che mancavano ancora di qualcosa. Sulle cicliste straniere lasciamo perdere, mica per cattiveria ma perché il Giro in questi anni ha vissuto una supremazia “estera” devastante: edizione 2009; 9 tappe, 8 vittorie straniere – edizione 2010; 10 tappe, 10 vittorie straniere – edizione 2011; 10 tappe, 10 vittorie straniere.

2 commenti:

The preacher ha detto...

Non ho letto tutto il post, devo mettermi lì con calma, m'è scappato l' okkio su una certa "Scando" e... dunque... Io spero solo che non la trasformino in una macchina da medaglie,che la lascino maturare fisicamente con calma, però mi sarei aspettato un acuto, col NIENTE che c'è in giro...

The preacher ha detto...

Lo può vincere chiunque, il livello tecnico del plotone è prossimo allo zero assoluto (meno 274 gradi Kelvin, se non ricordo male).