«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

sabato 28 aprile 2012

Verso il Giro; prima parte.

IL GIRO DI ROMANDIA STA SISTEMANDO PER BENE LE GAMBE DEI CAMPIONI. SPERANDO CHE NON STIA FACENDO LO STESSO ANCHE IL DOPING, DIAMO UNO SGUARDO ALLA PRIMA PARTE DEL PERCORSO 2012 RIGUARDANTE IL GIRO D’ITALIA. Nel decennio passato (2004) abbiamo avuto il Giro probabilmente meno difficile dall’inizio del secolo. Tante volate, tante vittorie di Petacchi, e una sola squadra a poter fare veramente la corsa per la classifica, con la Saeco-Cannondale di Simoni e dell’allora giovane Cunego poi vincitore. Poi arrivò il Pro-Tour e con l’obbligo di partecipazione delle maggiori squadre il livello medio si alzò. Ora ritroviamo un Giro meno difficile di quelli ultimamente proposti. Cosa non difficile, vista la passione anche esagerata di Zomegnan per il 39x25, che ormai era diventato in alcuni casi un 34x28. I primi giorni sono dedicati esclusivamente a tante chiacchiere allunga-brodo in cabina di commento. La Danimarca ci può regalare qualche brivido solo in caso di butto tempo e vento rompi-gruppo. Tra prologo, seconda e terza tappa cose in Danimarca, giorno di riposo per il trasferimento in Italia, cronosquadre-biliardo e 5 tappa (Modena-Fano) possiamo sistemaci in poltrona anche soltanto negli ultimi 30 chilometri di corsa. Solamente dalla sesta frazione s’inizierà a togliere la ruggine dal “39”, con le strade ondulate della Urbino-Porto Sant’Elpidio, la settima tappa della Recanati-Rocca di Cambio e l’arrivo in salita nell’ottava frazione che con l’arrivo a Lago Laceno ci dirà come stanno le gambe dei favoriti. La classifica subirà un primo assestamento, niente di decisivo, e magari ci sarà gloria per qualche ciclista non favorito al successo finale che così porterà la maglia rosa per alcuni giorni. Qualche big resterà indietro dando lavoro ai giornalisti che nella prima settimana si saranno attaccati allo starnuto di Basso, od al rutto di Scarponi chiedendogli di riproporlo al processo alla tappa, magari facendo a gara con Beppe Conti su chi lo fa più forte, giusto per avere qualcosa da raccontare.
Arriviamo quindi alle frazioni con gli arrivi a Frosinone (9^), Assisi (10^) e Montecatini Terme (11^). Niente di tremendo, anzi, l’occasione per il capo classifica del momento di difendere il simbolo del primato senza dover fare i salti mortali. Solamente dalla frazione numero 12 (Seravezza-Sestri Levante) le gambe inizieranno a sentire la prima stanchezza del Giro e magari la tappa regalerà una giornata movimentata. La prima parte del Giro è quindi pensata per i velocisti, per una maglia rosa indossata da qualche nome abbastanza importante, ma non così “pericoloso” per chi il Giro vuole vincerlo, e per dare una mano proprio ai favoriti a perdere il chilo di troppo nella prima settimana di gara. Forse per questo sia Scarponi che Basso sono indietro come condizione. PS: le nuove disposizioni grafiche non sono per niente entusisiasmanti. Ciclismo PST dovà cambiare qualcosa. Di solito quando si cambia lo si fa per il meglio, ma stavolta forse non ci siamo e non dipende da me.

1 commento:

The preacher ha detto...

Il giro di Danimarca.