«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

mercoledì 11 aprile 2012

Ultime classiche; ce l'abbiamo il Robin Hood?


Due nomi per Casa-Italia. Uno; tornerà a vincere? L’altro; inizierà a vincere?

CON IL TRIS AMSTEL-FRECCIA-LIEGI LE CLASSICHE DEL NORD SALUTANO GLI APPASSIONATI. ANCORA IN CERCA DI UNA GRANDE CLASSICA CI SONO FRECCE NELLA FARETRA DI CASA NOSTRA?

Casa-Italia conquista tre scalini nei podi più “pesanti”, con Pozzato e Ballan al Fiandre, ed ancora Ballan alla Roubaix. Però le corse di un giorno continuano a passare, e ci ritroviamo ancora ad inseguire la vittoria in una di queste.
Se all’Inferno e prim’ancora al Giro delle Fiandre avevamo speranze, sapendo che dovevamo fare i conti con Cancellara – che poi gli è andata com’è andata – e Boonen, alle Ardenne le possibilità dovrebbero essere maggiori. Non fosse altro che per un puro (e poco ciclistico) calcolo matematico, dovuto al fatto di avere più finisseurs che uomini da pietre spaccagambe.
Manco a farlo apposta il Giro dei Paesi Baschi ci ha fatto vedere Damiano Cunego in crescita negli ultimi giorni di gara. Gli obiettivi che il veronese ha quest’anno sono principalmente tre; una classica d’aprile (e ci siamo), il Tour (e magari stavolta la voglia di andare allo “Svizzera” per vincerlo visto come andò l’anno scorso), ed il Mondiale. Siccome l’Amstel di quest’anno ricalca un pezzo di percorso iridato, quale migliore occasione per chi – Cunego in testa – ha in testa la corsa del 23 settembre?

Per fortuna la pattuglia italiana non ha solo Cunego in lista, e tra Amstel e Liegi, passando per la Freccia-Vallone, gli italiani che cercheranno d’imporsi saranno diversi. Quanto vale Visconti adesso che ha raggiunto una squadra World-Tour? Se Valverde, suo capitano quasi certamente in due classiche su tre, gli lascerà l’occasione saprà il tri-campione d’Italia giocarsi la vittoria?
Il Commissario Tecnico della nostra nazionale Paolo Bettini ha già fatto nei nomi di Pozzato e Cunego due nomi di riferimento (più il secondo) per la corsa olandese d’inizio autunno. Niente ancora di deciso. Ma, giustamente, il CT chiede garanzie sulla condizione che non siano solamente d’intenti. Vuole delle vittorie, vuole vedere i papabili come capitani giocarsi le vittorie, vuole portare al Mondiale gente che sia stata protagonista nella stagione.
Non stiamo qui adesso a mettere una lista di possibili protagonisti e favoriti. Viste le caratteristiche delle te corse in programma potremmo ficcar dentro una quindicina di nomi. Australiani, italiani, spagnoli, lussemburghesi (due, se non mandano le controfigure) già possono rappresentare un gruppo di una dozzina di nomi con le potenzialità vincenti. Quello che interessa è che Cunego smetta di essere l’ultimo italiano a vincere una classica importante, o che perlomeno la si smetta di parlare di quel Lombardia 2008. Comincia ad andare per le lunghe ‘sta storia.

1 commento:

The preacher ha detto...

Non contare su Visconti, consiglio da amico. :-)