«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

domenica 8 aprile 2012

LA VITTORIA PIU' BELLA!



SUPER TOM ENTRA NELLA STORIA DELLE PIETRE. 53 CHILOMETRI DI FUGA SOLITARIA SCRIVONO IL SUO NOME AFFIANCANDO ROGER DE VLAEMINCK.

Ce l’ha fatta! Si, possiamo iniziare in questo modo un racconto lungo 53 chilometri, per uscire da un gruppo di ciclisti ed entrare nella storia. Tom Boonen, il ragazzone belga dal sorriso gentile, vince la sua quarta Parigi-Roubaix in maniera netta, senza discussioni. Roger De Vlaeminck dovrà rassegnarsi al fatto di essere stato raggiunto da Boonen per numero record di edizioni vinte, sperando che a Tom – dubitiamo – sia ora sazio di collezionare trofei in puro pavè dal peso di 12 chili.
All’inizio della foresta di Aremberg tutti i migliori sono nelle posizioni di testa del gruppo. Pozzato un po’ indietro forse paga lo sforzo del rientro. All’uscita Ballan Flecha tentano con altri un timido allungo che avrà poca gloria. Thor Huschovd cade ad una rotonda, anche se riesce a ripartire con immediatezza; “Sono caduto per colpa mia. Peccato perché avevo una bella gamba” dirà l’ex iridato alla fine. A 58 chilometri dalla fine Boonen e Pozzato forzano l’andatura per “vedere” la gamba degli avversari. Riusciranno a fare un piccolo buco che pende di sorpresa il gruppo dei migliori. Arriva Ballan con il gregario di Boonen l’olandese Terpstra. E qui casca l’asino.
Ina breve discussione, pochi secondi, tra Ballan e Pozzato permette a Super Tom ed il suo gregario di guadagnare un piccolo divario. Siamo a 55 chilometri dalla fine, nel giro di alti due chilometri Perpetra cede di schianto alla fatica e Boonen rimane da solo in testa. Aiutato dal settore di pavè numero 11, che gli consente di ampliare il divario sugli inseguitori, Boonen inizia una lunga cavalcata solitaria lunga 53 chilometri; “Quando ero solo, ero preoccupato e ho cercato di non pensare a niente” dirà Tom a fine corsa, tant’è che la Roubaix 2012 finisce in quel momento.
A 50 chilometri dalla fine Pozzato cade su una piega a destra. Il veneto non finirà nemmeno la corsa preferendo ritirarsi. Il GS Sky tenta l’inseguimento a Boonen, ma Super Tom non perde colpi, sentendo profumo di storia. Gli ultimi 30 chilometri sono una faticosa sfiancante sfaticata, e dietro ad un certo punto si arrendono all’evidente superiorità del belga. All’entrata nel velodromo di Roubaix Tom Boonen si gusta la stupenda affermazione; “La più bella delle mie quattro vittorie” come commenterà lo stesso belga.
Nel finale di corsa il francese Turgot vince ad un millimetrico fotofinish la volata per il 2° posto sul Ballan che poi commenta; “Dopo il 3° posto al Fiandre, ed il 3° oggi, sono comunque soddisfatto”. Matteo Tosatto conquista il settimo posto, Luca Paolini l’undicesimo, Marco Marcato il ventesimo. L’impressione è che quando Boonen è partito in fuga, i migliori probabilmente non credevano ad una possibile azione risolutiva del belga, lasciandogli troppi secondi. Così facendo Super Tom non ha solo acquistato secondi, ma anche l’entusiasmo sufficiente per pedalare più forte ed entrare nella storia come uno dei grandi del Nord.
Con la fantastica vittoria di Boonen alla Roubaix, che segue quella del Fiandre una settimana fa, si chiude la campagna del nord dedicata alle cose più pesanti. Ora la parola passerà ai finisseurs per le ultime classiche. Dal Giro dei Paesi Baschi risuonano le pedalate di Samuel Sanchez (vincitore), Joachin Rodriguez e anche di Damiano Cunego che negli ultimi giorni aveva un colpo di pedale da tenere d’occhio.

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