«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

domenica 1 aprile 2012

Aprile; l'editoriale.



UN’EDITORIALE, QUELLO IN BASSO, BEN DIVERSO. ERA QUELLO FINITO CINQUE GIORNI FA. LA PASQUA CICLISTICA VIENE INVECE ROVINATA DALLA (GIUSTA) INCHIESTA DI MANTOVA, CHE A QUANTO PARE HA FATTO ARRIVARE I NODI AL PETTINE. LA LAMPRE NEI GUAI.

1° APRILE; MANCANO 35 GIORNI ALL’INIZIO DEL GIRO D’ITALIA (88 per quello femminile)

“Nell’aprile di un’anno fa la notizia che la Lampre del biennio 2008/2009 era indagata per doping di squadra. Forse la rogna più grave che possa esserci. Adesso la procura di Mantova che chiude l’inchiesta e chiede un processo per una ventina di ciclisti, molti proprio della Lampre tra ieri e oggi. Se le accuse non fossero provate ci sarebbe un proscioglimento (e dal punto di vista degli appassionati è speranza che sia così), altrimenti processo, oppure possibilità di patteggiamento che, con il rito abbreviato, porterebbe ad uno sconto di pena. L’aria che tira però è pesante, visto che la Procura ha lavorato un’anno per prendere la decisione della richiesta del rinvio a giudizio, e certamente a Mantova non hanno voglia di fare la figura di quelli che hanno perso solo tempo. Questo il lato prettamente giuridico/burocratico.
Oggi la Lampre non è che lontana parente della squadra di tre stagioni addietro. Ma non serve andare fino ad oggi. Gia nel 2010 molti ciclisti avevano lasciato la formazione con Saronni tra i dirigenti - e con lui dovranno rispondere davanti alla giustizia Maurizio Piovani e Fabrizio Bontempi oggi direttori sportivi – e forse non è stato un caso. Quella Lampre che da una stagione all’altra perse Bruseghin, Ballan, Gasparotto, Bandiera, Santambrogio (gente che andava anche forte), fu rinnovata solo dalla voglia di ringiovanirsi?
Una legnata che arriva proprio alla vigilia delle classiche del nord, e che in questi giorni farà cambiare di molto le domande che i giornalisti volevano fare ai ciclisti di casa nostra. Saronni lamenta che questa cosa sia uscita prima delle classiche, e così l’anno scorso. Ma che cosa si pretende? A febbraio-marzo no, perché parte la stagione, ad aprile no per le classiche, a maggio no per il Giro, a Luglio no per il Tour, a settembre no, perché vi è l’accoppiata Vuelta e Mondiali. Basta.
Da questo guaio la Lampre potrebbe uscirne in pezzi, facendo pagare scotto anche a chi non era nella formazione blu-fuxia due stagioni fa. Il discorso riguardante il doping di squadra, affidandosi ad un farmacista di Mariana Mantovana, Guido Nigrelli – presso una struttura a quanto pare clandestina –, porta l’immagine della formazione italiana verso le vecchie fogne ciclistiche degli anni scorsi. Le ormai lontane ma mai dimenticate Festina per i francesi, Telekom per i tedeschi.
L’Italia non ha mai avuto sospetti di doping che riguardassero un’interà entità ciclistica. Si sono avuti casi dolorosi per singoli atleti, ma un eventuale caso di doping di squadra sarebbe una botta che può provocare la fine del GS italiano. Le sorti di Festina, Telekom e Saunier Duval in anni più recenti sono ancora ben vive nella testa degli appassionati. Sarà una Pasqua pesante, con uova di cioccolata che rischia di essere molto amara, anche se le premesse fino a pochi giorni fa erano ben diverse. Se volete potete leggerle in basso.”


APRILE, DOLCE DORMIRE? SPERIAMO DI NO. CON L’ARRIVO DELLE CLASSICHE DEL NORD, VOGLIAMO VEDERE UN’ITALIA PROTAGONISTA. ASPETTIAMO DAL LOMBARDIA DI CUNEGO; AUTUNNO 2008. BASTA E AVANZA, GRAZIE. ORA CATTIVI, DECISI, CORAGGIOSI.

“Gli atleti non mancano, le motivazioni ci sono, abbiamo la quantità, e la qualità è di alto livello anche se non abbiamo “Il” campione. Pozzato che si gioca tanto, e lo sa bene, perché da quattro stagioni è sempre atteso al varco, soprattutto alla Roubaix. Uscendo dalle pietre abbiamo un’altro quasi eterno inseguitore della “decana”. Quel vecchio “bocia” di Cerro Veronese che come Filippo ormai non ha più alibi. L’esperienza c’è tutta, l’avvicinamento è stato fatto senza fretta e, per quanto ne sappiamo, non ci sono stati infortuni o problemi di salute che ne hanno compromesso la preparazione.
La Gand-Wevelghem ci ha fatto vedere una pattuglia tricolore arzilla, tosta, motivata, con una gamba ottima. Visconti, Paolini, autore di una “garissima” per Freire, per l’appunto Pozzato, Bennati che forse ha mancato la possibilità della Gand a causa di un’inseguimento solitario, causa foratura, a 13 chilometri dalla fine che gli ha tagliato la gamba. Poi Marcato, Ballan, Oss e con l’arrivo delle prove per i finisseurs il plotone italiano dovrebbe avere un Basso, uno Scarponi e un Nibali in più verso la Liegi.
Gli stranieri ci sono, eccome se ci sono. Sia sulle pietre sia nelle Ardenne; Cancellara e Boonen su tutti, Gilbert e Hushovd che avranno voglia di rivincita dopo il periodo “magro” comprendente la Parigi-Nizza, la Tirreno e la Sanremo. Boasson Aghen, Peter Sagan, Martin Brescel sempre più convinto della propria forza e per questo ancor più pericoloso, che ora inizia a far male anche in volata, Evans che alle Ardenne sarà pungente dopo la Tirreno per niente entusiasmante, Valverde che già pedala vicino ai tempi andati, gli Schleck (c’è per caso un’inaspettata aria di Giro in casa Schleck?).
Tutti forti ma ormai il digiuno, l’astinenza per Casa-Italia nelle classiche d’aprile si conta con gli anni. Per fortuna ci sono le ragazze che a forza di Mondiali ci salvano il c**o a livelli internazionale, ma i maschietti devono iniziare a correre in maniera battagliera. In questi anni gli italiani nelle gare del nord hanno quasi sempre corso in maniera attendista, guardando cosa facevano gli altri per sapere cosa dovevano fare loro. Adesso svegliamoci, testa bassa, e se dobbiamo arrivar secondi sia perché gli alti hanno dato l’anima. Senza se e senza ma.”

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