«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

domenica 12 febbraio 2012

Il lungo cammino verso il Poggio.


Se in cima al Poggio saranno ancora tutti insieme sarà il favorito. Mark Cavendish cerca il bis sulla costa ligure. I pretendenti non gli mancano.

CHI L’HA VINTA, CHI L’HA ANCHE RIVINTA, E CHI NON L’HA MAI VINTA MA LA VUOLE DA MATTI. LA SANREMO 2012 AVRA’ DIVERSI PROTAGONISTI; DA UN “VECCHIETTO” SPAGNOLO ALLE GAMBE GIOVANI DI CASA NOSTRA.

Beh, insomma, ci siamo. O almeno si cominciano a correre i primi traguardi importanti. Con tutto il rispetto per il Tour Down Under ed il Giro di San Luigi.
La prossima settimana, con la Ruta del Sol (19-23 febbraio) ed il Giro di Sardegna (21-25 febbraio) s’inizierà a spostare la preparazione verso Tirreno-Adriatico e Parigi-Nizza, le prime corse importanti certamente, ma anche le gare di rifinitura in attesa del Poggio. Tra i ciclisti in procinto di usarle per iniziare la rincorsa alla Sanremo, alcuni sono attesi per le ultime chiamate buone, ed altri per iniziare a provarci sul serio.
Due anni fa sembrava deciso a correre fino ai prossimi Mondiali italiani, visto che aveva un paio di percorsi che sembravano alla sua portata e l’iride l’aveva già vinta tre volte. Oscar Freire Gomez è come sempre lontano da tutti gli sguardi, finché il giorno in cui ti trovi pronto a partire, cominci a chiederti se lo vedrai solamente a un chilometro dalla fine per fregare tutti. Di Sanremo ne ha vinte tante quanti i Mondiali. A furbizia è maestro.
Philippe Gilbert vuole la Sanremo e di certo sarà uomo che vorrà evitare la volata, cercando il “buco” ben prima. Non solo perché contro i velocisti avrebbe meno possibilità d’imporsi, ma anche perché se in cima al Poggio il gruppo dovesse ritrovarsi ancora tutto unito, potrebbe (dovrebbe?) trasformarsi automaticamente in tira-volata per Thor Hushovd. La BMC potrebbe usare l’italiano Ballan come ariete per iniziare a menare le danze sull’ultima salita, ma certamente Gilbert e Hushovd saranno i due uomini su cui punterà la corazzata rosso-nera.



Sacha Modolo (foto; allezandy.blogspot.com/) è nato a Vazzola il 19 giugno 1987 ed è al 3° anno da professionista. Alla prima Sanremo corsa (2010) si classificò al 4° posto. Davanti a lui Freire, Boonen e Petacchi.


In casa nostra sono tre i nomi (forse quattro) che sognano la vittoria. Alessandro Petacchi ha dovuto mettere una pietra sopra le sue speranze iridate, e quindi per il velocista spezzino il mondiale di primavera diventa il Mondiale vero e proprio. Con lui ci sono altri due ragazzi nostrani che sognano il colpo gobbo. Lo cerca Sacha Modolo, che non ha una squadra all’altezza di ben altre formazioni. Però ricordiamoci che due anni fa, con una squadra nuova, arrivò vicino al podio. Lo notammo tutti, e lui disse chiaro che entro qualche anno voleva portasi a casa la Sanremo. Troppo presto ancora?
Se la buttiamo sull’esperienza non dovrebbe avere molte chances nemmeno Elia Viviani. Ma il forte velocista della Liquigas potrebbe ritrovarsi nel finale della Sanremo con diversi aiuti importanti. Prima dovrà attendere l’esito di una probabile azione di Nibali, visto che il siciliano facilmente cercherà di guadagnare un pugno si secondi per “buttarsi” dal Poggio. Con quest’ultimo a disposizione, se non dovesse andare a buon esito un’attacco del siciliano, con Peter Sagan e con le trenate molto potenti di Daniel Oss a lanciarlo in un’eventuale volata conclusiva, teniamo d’occhio le maglie verde chiaro della squadra italiana, Viviani in testa, se dal Poggio il plotone scenderà unito.



Oscar Freire Gomez ha vinto le Sanremo 2004, 2007, 2010. Professionista dal 1999, è nato nel 1976. In volata sa mettertela in quel posto come pochi, forse nessuno. Chiedere a Zabel.

Poi c’è la “solita” Sanremo, ormai così poco difficile rispetto alle altre, per cui le differenze ormai la fanno più le condizioni atmosferiche che non il percorso. Tant’è che la vittoria di Goss, l’anno scorso, è arrivata in una giornata in cui il tempo non fu la solita pedalata primaverile, a cui la bella costa ligure ci ha spesso abituati.

1 commento:

filippo ha detto...

sono anni che il poggio non fa più selezione.
la sanremo è la classica che mi piace meno, tecnicamente insulsa.
si salva solo per l'alto chilometraggio.
dovrebbero ri-avvicinare il traguardo alla fine della discesa, com'era tempo fa.
ma se dalla fine della discesa all'arrivo ci sono quasi 3 km la vedo dura.
vincerà quell'antipatico di inglese