«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

giovedì 15 dicembre 2011

Speranze sotto l'albero.


(foto; datasport.it)
MENTRE NOI COMUNI MORTALI INIZIAMO A RIMPIRCI DI PANETTONE, I CORRIDORI SONO TORNATI IN SELLA. TRA I TANTI TROVIAMO ANCHE NOMI NOTI CHE CERCANO DI TORNARE A GRANDE LIVELLO. UNO TRA QUESTI TANTI E’ ITALIANO.

Dopo aver sfiancato le speranze di tanti appassionati nel trovarlo protagonista in gare a lui congeniali, e che invece hanno portato solo soddisfazioni marginali, Filippo Pozzato tenta di riprendere in mano le redini della sua carriera. Il ciclista veneto torna a correre in Italia sostituendo Giovanni Visconti al GS Farnese Vini, come ciclista di riferimento in seno alla formazione italiana. Luca Scinto ha salutato Visconti partito per alti lidi (GS Movistar, farà coppia con Valverde), e prende tra i suoi ragazzi l’ex tricolore di Sandrigo per tentare di rilanciarlo.
Considerato uno dei talenti più forti del nostro ciclismo per le gare di un giorno, Pozzato negli anni ha mancato diversi appuntamenti importanti, dando la forte impressione di non sapere come comportarsi nelle fasi decisive delle corse. Passò alla corte della Katusha per diventare un vincente sulle classiche del pavè, ma si scontrò con il Boonen degli anni forse migliori, e con il Cancellara vinci-classiche. Nelle ultime stagioni ha collezionato solamente una vittoria importante, cogliendo il titolo italiano a Imola.
Pozzato non riparte da zero, ma certamente i risultati portati a casa negli ultimi anni sono stati molto deludenti. Ricordiamo ancora il suo licenziamento “ufficioso” da parte di Andrej Tchmil in diretta al Processo alla Tappa alla domanda di Suor Alessandra; “Allora, Pozzato resta?” che rispose; “Nel ciclismo sicuro!”, a corollario dei rapporti incrinatisi con i suoi dirigenti, dopo un paio di stagioni al di sotto delle attese.
Il tesseramento di Pozzato da parte della Farnese Vini permetterà a quest’ultima di partecipare alle classiche storiche del pavè. Il Fiandre sembra certo, l’invito per la Roubaix pare destinato ad arrivare.
Pozzato non avrà alibi di sorta. Tesserato negli anni con Quik Step, Liquigas e Katiusha ha certamente sistemato il proprio conto in banca. Nonostante si sia parlato di questa sua scelta, la Farnese Vini, come di un tentativo di ripartire da zero, l’idea è che nella formazione italiana lui potrà essere il ciclista che può imporre il proprio calendario di corse, cosa che nella Lampre di Damiani certamente non poteva pretendere di fare (leggi sotto le voci; Petacchi, Cunego, Scaponi).
A quanto pare, per andare a concludere, sembra che il suo contratto sia annuale. Se così fosse veramente, la Farnese Vini sembra più un piccolo porto di approdo per una sosta temporanea, che la decisione di costruire veramente una nuova fase della carriera.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Pronto per il carrello dei "bolliti" ???


Il predicatore

filippo ha detto...

Più che non "saper gestire" i finali di corsa, direi che non ha mai avuto le gambe per il salto di qualità.
Magari corre pulito, e quindi alla fine dovremmo fargli i complimenti.
Sul suo passaggio alla farnese, per me assomiglia più a un viale del tramonto anticipato..