«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

lunedì 21 novembre 2011

Il ciclismo davanti al caminetto.


Manuel Moz “Il mio ciclismo” (2011).
Olio su tela, collezione PST Museum – Feltre (BL).

UN’AUTUNNO, CON DECISE GELATE MATTUTINE E DAL FORTE SAPORE INVERNALE. CON ESSE TORNA IL PERIODO DELLE RIFLESSIONI A BICI FERMA.
TORNA SULLE PAGINE CICLISTICHE ANCHE IL “CATTIVO” ETTORE TORRI, STAVOLTA PIU’ OTTIMISTA (MAH!...).

Ettore Torri torna a farsi sentire, suonando una musica diversa dall’autunno scorso. Secondo il procuratore del Coni, nell’ultimo anno il ciclismo puzza meno di falso, mentre per il Pm Roberti il calcio è troppo chiuso. Dalla Francia intanto, l’ex tennista Yannick Noah spara energiche bordate contro lo sport spagnolo in genere. Lasciando stare le ultime due cose, che non dicono niente di nuovo, curiosiamo su una cosa.
Circa un’anno addietro Torri aveva scosso il ciclismo di casa nostra, grazie anche ad un titolo di convenienza della Gazzetta dello Sport. Nel dettaglio andò così;
mercoledì 6 ottobre 2010 la Gazzetta titola a pagina 25; Torri shock “I ciclisti sono tutti dopati” l’articolo porta la doppia firma di Maurizio Galdi e Valerio Piccioni. Pier Bergonzi inizia un suo commento a lato (stessa pagina) titolando l’articolo “Sbagliato e inopportuno”.
D’accordo che era meglio non sparare a zero, ma nel sottotitolo e all’interno dello stesso articolo principale la frase incriminata; “I ciclisti sono tutti dopati” assume un significato abbastanza diverso, visto che il pensiero del Pm viene riportato integralmente e completato dalle parole; “Non sono l’unico a dirlo e i ciclisti che ho interrogato, nessuno escluso, mi hanno detto che tutti si dopano”.
Come mai Torri è stato messo in croce per quel titolo; “I ciclisti sono tutti dopati” per diversi mesi, ma nessuno si mai preso la briga di discutere sul contenuto di tutta la frase e non solamente l’inizio? C’è una forte differenza dal dire “son tutto dopati” a dire “me lo hanno detto tutti quelli che ho interrogato”. Con la prima sembrava che Torri se ne fosse uscito di suo dalla sera alla mattina, ma dalla frase completa si evince che è il risultato degli interrogatori fatti a ciclisti indagati.
Bergonzi continua nel suo commento con; “…Fa doppiamente male perché dire che sono tutti dopati è una nota stonata e sopra le righe.” Torri invece non disse questo. Ma la frase non verrà più riportata interamente, perché il riferimento ai ciclisti avrebbero tirato in ballo proprio i girini interrogati. A allora sarebbe stato bello sentire i giornalisti chieder ai ciclisti; “Perché avete detto quelle cose?” Sarebbe stato, quello si, un vero terremoto.
È bastato invece un dettaglio, mezza frase non più riportata interamente, per far diventare, l’anno scorso, un uomo peggio del diavolo. Poi che Torri sia più ottimista, ricordo che il divieto dell’uso di aghi per il recupero e la cura degli atleti, ha fatto alzare discussioni, facendo definire ridicola la novità da Suor Alessandra e compagnia “commentante”. Pensavate come stavamo messi prima del Giro, altro che la simpamina di Magni o Taccone!

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