«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

giovedì 1 settembre 2011

Settembre; l'editoriale.


VUOI PER LE DISPOSIZIONI ANTI-DOPING DELL’FCI, VUOI PERCHE’ PRIMA O POI ARRIVANO ANNI IN CUI I CICLI SI CHIUDONO PRIMA DI RICREARSI, I MONDIALI AZZURRI DI COPENAGHEN SARANNO PIENI DI GIOVANI SPERANZE E POCHE GARANZIE.
SUL FRONTE ROSA INVECE, FORSE QUALCHE CAMBIAMENTO DATO DAL PERCORSO.

Paolo Bettini ha probabilmente già deciso l’ossatura della sua Nazionale per Copenaghen. Il Giro di Spagna in pieno svolgimento, ed alcune “classiche d’agosto” del calendario nazionale, daranno sentenza sulle scelte finali del CT azzurro. Ci affidiamo principalmente a Daniele Bennati, che però non ha mai dato garanzie sulle lunghe distanze. Storia nota di come il velocista del GS Leopard abbia sempre patito i chilometri della Sanremo, ricordando che i 280 chilometri di Copenaghen richiederanno freschezza (per quanto possibile) anche oltre “quota” 250.
Quel che sembra emergere tra le righe, è che dal punto di vista del pedigree ciclistico la nazionale maschile porterà in Danimarca molte speranze ma poche garanzie. Il veneto Modolo gode di buone impressioni in generale da parte dei famosi addetti ai lavori. Ad agosto ha infilato diverse vittorie in pochi giorni. Ben venga una condizione strepitosa ma se quest’ultima fosse arrivata due settimane più tardi, sarebbe stata cosa più gradita al CT. Ci affidiamo – se convocato – al suo entusiasmo.
Chiusa l’epoca azzurra dei vari Basso, Di Luca, Scarponi, Petacchi, Rebellin, per fesserie varie con il doping e decisioni della Federazione (il coraggio arriva sempre tardi, e stavolta ci è voluto il CONI), Bettini deve continuare un’opera di transizione iniziata l’anno scorso, per quello che forse sarebbe stato l’allora ultimo Mondiale del povero Ballerini. Probabilmente questa è la prima vera Nazionale di Bettini, che non quella del 2010.
Forse la Nazionale 2011 sarà – pedigree dei singoli atleti alla mano – la più debole da diversi anni. Attualmente Bennati e Visconti sembrano i nomi in prima linea. A livello internazionale non hanno risultati di primo piano, anche se i tre titoli nazionali di Visconti meritano tanto di cappello. Si parla di Modolo che, per ora, non ha risultati pesanti. Per il resto le voci si rincorrono tra tanti nomi, soprattutto giovani, perché l’orientamento sembra quello d’iniziare un ciclo nuovo.
Pochi giorni addietro RaiSport 2 fece vedere le immagini dei Mondiali 1992. La Nazionale italiana aveva nomi semplicemente impressionanti; Moreno Argentin, Maurizio Fondriest, Gianni Bugno, Franco Chioccioli, Claudio Chiappucci insieme. Tutti ciclisti che erano capitani nelle rispettive squadre. In una parola; qualità. Trovavi ciclisti come Ballerini che facevano da gregario.
Ricordate gli anni proprio di Ballerini come CT? Metteva in squadra Tafi, Bartoli, Casagrande. In altre occasioni Cunego, Basso, Bettini, Ballan, Rebellin. Tutti ciclisti che in quegli anni erano capitani nelle rispettive formazioni. In una parola; qualità.
Bettini lavori sulla qualità in primis, cercando magari dei gregari “di lusso”. Parli con Vincenzo Nibali, ragazzo capace anche di grandi lavori di copertura e lo convinca a non slacciare gli scarpini dopo la Vuelta. Discorso a parte per Filippo Pozzato. In questo periodo fa parlare di sé per aver cambiato squadra 3 volte in un mese (Geox, Lampre, Farnese) senza essersi ancora mosso dalla Katiusha. Probabile che di fronte ad un ragazzo che sembra non sapere cosa vuole (professionalmente parlando), ci sia una persona poco tranquilla (umanamente parlando). Allora Bettini telefoni a Tosatto per portare quella quintalata di esperienza che in un Mondiale “facile” può fare la differenza una volta entrati nella soglia dei 200 chilometri. E poi via libera ai Modolo, Gatto, Oss, magari Ulissi, Capecchi, Viviani, Belletti. Ma per quanto i cicli prima o dopo si chiudano, non rinunci a partire dalla qualità come base, per quanto l’entusiasmo delle gambe giovani sia sempre ben accetto.
AZZURRO-ROSA; la nazionale rosa vede in Giorgia Bronzini la ciclista di punta della squadra. Da mesi Giorgia pensa solamente a Copenaghen, e vista la bassa difficoltà del percorso potrebbe essere decisione del CT pluri-vincitore Salvoldi cambiare qualche nome per portare delle passiste dedite unicamente a “coprire” le necessità della Bronzini durante la corsa.
L’Italia rosa degli ultimi anni aveva un livello generale di squadra altissimo, forse come mai prima. Infatti tre Mondiali in quattro anni, con tre cicliste diverse, non sono casualità ma frutto di un ciclo iniziato nel 2006. Ma le caratteristiche del percorso non assomigliano alle ultime edizioni iridate.
Probabili riferimenti; Bronzini in primis, con Cantele e Baccaille. Il “Toscana” ci dirà se le varie Berlato, Guderzo, Scandolara verranno impiegate, visto che questo è un Mondiale da ruote veloci, dove Germania e Italia su tutte saranno le Nazioni (Germania soprattutto, grazie alla super favorita Ina Yoko Teutemberg), che cercheranno di tenere la corsa legata fino al termine.






2 commenti:

The preacher ha detto...

Azzurro rosa: mondiale facilissimo,al di fuori di Vos e Teutenberg non c'é granché, il tasso tecnico del plotone tende verso il basso e non vedo come la tendenza possa fare inversione a U se non nel giro di... boh... 5 anni (?) le nostre ? La la Bronzini é una garanzia e può giocarsela, la "Scando"... penso che il mondiale elitè sarebbe un bel banco di prova per capire se possiamo farci affidamento per gli anni a venire, per verificare se c'é stata una crescita o se il livello é questo e oltre non si va. Accontentamose.

(si prendano queste mie considerazioni con beneficio d' inventario, é notorio che non ne capisco granchè)

Il Predicatore

The preacher ha detto...

orribile quel "tasso tecnico che tende verso il basso" e due righe più sotto "la tendenza e bla bla bla", che brutto commento.