«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

lunedì 8 agosto 2011

Pian piano, si comincia.


Foto; paginadellosport.com

PERIODO DI OMBRELLONI APERTI, E CODE SNERVANTI AI CASELLI. CON IL MESE D’AGOSTO VA AD INIZIARE LA SILENZIOSA MARCIA D’AVVICINAMENTO AI MONDIALI DANESI.
TRA I DUE CT ELITE, SALVOLDI E’ QUELLO CHE DOVREBBE AVERE MENO NODI DA SCIOGLIERE.

Alcune gare nazionali per cominciare, poi il Giro di Spagna per finalizzare l’allenamento e affinare la gamba. Per qualcuno magari il Giro di Padania (novità del calendario) che ha in cantiere quasi tutte tappe da ruote veloci, per chiara volontà degli organizzatori di strizzare l’occhio a ciclisti che puntano al Mondiale.
Copenaghen attende le nazionali per la settimana iridata, e per quanto riguarda casa nostra il discorso iridato cambia progetto per la nostra squadra. O almeno cambia forzatamente l’atleta di punta. Con le nuove imposizioni contro il doping che l’FCI ha introdotto all’inizio dell’estate, Alessandro Petacchi viene escluso in modo automatico dalla nazionale. con lui altri ciclisti di primo piano. Il pensiero va quindi a Daniele Bennati.
Il velocista di cristallo del GS Leopard (ormai si è perso il conto dei suoi malanni e infortuni vari in queste ultime stagioni), dovrebbe ritrovarsi a correre con i gradi di capitano per il mondiale del 25 settembre. Certamente il CT Bettini non farà una nazionale solo per costruire una squadra che controlli la corsa per 270 chilometri. Conoscendo l’indole dello stesso Bettini, non mancheranno un paio di uomini su cui impostare la corsa già negli ultimi 100 chilometri.
Certamente non ci mancano uomini adatti per rendere dura la gara danese. Daniel Oss, Filippo Pozzato e Giovanni Visconti dovrebbero essere presenti, mentre per Nibali si vedrà. Ci sarà forse posto per un “vecchietto” come Tosatto, vista la preziosa esperienza maturata in tanti anni d’azzurro. Per il resto dovrebbe arrivare qualche “ragazzino” su cui costruire l’azzurro dei prossimi anni (Ulissi e Modolo?).
Bettini deve considerare il percorso abbastanza facile, unito ad una distanza (280 chilometri) che viene coperta solamente dalla Sanremo. E sono poche le garanzie che un ciclista, magari giovane, può dare quando il contachilometri supera i 220/230 chilometri.
In campo femminile poca roba. Giorgia Bronzini su tutte, e vedremo se il plurivincente CT Salvoldi rinuncerà a qualche capitana di questi ultimi anni, per rimpolpare di gregarie-passiste la squadra, a sostegno dell’iridata piacentina.

6 commenti:

filippo ha detto...

Apprezzo molto il lavoro di bettini come ct: collegiali, ritiri, fare gruppo. La ricetta è giusta e lui la sta seguendo bene e con attenzione.
Resta però il fatto che mancano i talenti in Italia, quelli che sanno fare la differenza, alla "bettini", e quindi gira e smena si lotterà realisticamente per un posto nei primi 10 (escluso il podio ovviamente).
Dall'altra parte abbiamo Cavendish o Gilbert.
Secondo te possiamo reggere il confronto?

Manuel (Ciclismo PST) ha detto...

Gilbert sbronzo marcio vale due Pozzato.

filippo ha detto...

anca tre..;)

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Manuel (Ciclismo PST) ha detto...

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Anonimo ha detto...

Pozzato é caduto dalle scale, chissà cosa non ha tirato giù, roba da esser lì in quel momento e sganasciarsi dal ridere davanti a lui, deliberatamente. PS Priceless.