«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

lunedì 1 agosto 2011

Agosto; l'editoriale



UN FENOMENO CHE ORMAI FA POCA NOTIZIA, RAPPRESENTA PER MOLTI CICLISTI DELLA DOMENICA UN BEL DISASTRO.
I FURTI DI BICICLETTE ALLE CORSE SONO ORMAI UNA DISGRAZIA CHE SAI CAPITERA’, E ALMENO SPERI CHE NON TOCCHI A TE. GLI ALBERGHI IN PRIMIS DEVONO LAVORARE SU QUESTO.

Grazie alla voglia di pedalare su biciclette sempre più simili a quelle dei professionisti, quasi tutti i ciclisti e cicliste della domenica hanno sventrato il proprio conto in banca. Ormai una bicicletta con dello squallido alluminio al telaio (come quella di chi scrive), del misero acciaio alla forcella (come quella di chi scrive), e un cambio da poveracci con “solamente” 9 velocità (come quello di chi scrive), rappresenta un’oggetto sportivo da 4^ categoria.
Questa mentalità del; “Non sono un campione/campionessa, ma almeno voglio sentirmi tale” ha fatto la fortuna delle aziende di bicicletta e dei ladri. Non è che poi ci sia molta differenza tra le due categorie vedendo i prezzi richiesti, ma se le vendono vuol dire che i falsi poveri stanno superando i veri poveri.
Ormai a qualunque granfondo la minaccia del furto è presente. Solitamente, insieme al danno relativo alla bicicletta vera e propria, si aggiunge il danno per una portiera dell’auto scassata, o per un lunotto mandato in frantumi. I ladri di biciclette ormai sono dei veri e propri gruppi organizzati che si danno appuntamento alle corse, osservano, valutano, programmano. Quindi usare l’insopportabile termine del; “Che sfiga!” vuol dire vivere nei cartoni animati. I furti di bici alle corse sono operazioni preparate in tutto e per tutto, e la sfortuna non c’entra. I ladri non rischiano per bici da 1.000 euro. Sono persone che conoscono quello che stanno tenendo d’occhio, e difficilmente le biciclette rubate sono velocipedi vecchi.
Non ci sono più differenze per il tipo di bicicletta o per il tipo di corsa; mountain bike o specialissime vengono rubate senza tentennamenti, anche all’interno degli alberghi dove sono rinchiuse. Alla Transalp, corsa per mountain bikers, ladri sono entrati in due alberghi di Alleghe, hanno smontato una piccola finestra per aprirsi la strada al furto, e si sono portati via quasi 50.000 euro di biciclette. Automobili che vengono lasciate nei parcheggi, anche in pieno giorno, ricevono la visita dei delinquenti di turno. Altre rubate un momento dopo che sono state appoggiate ad una balaustra, tanto chi fa caso ad uno che pedala sopra una bici da corsa, quando intorno vi sono in quel momento centinaia di ciclisti che fanno avanti è indietro? L’unica cosa che si può fare è beccare i ladri nel momento stesso del furto, altrimenti la cosa è da archiviare come una giornata da ricordare per tanti anni, ma in senso negativo.
Per questo è ormai obbligatorio per tutti i ciclisti, informarsi e chiedere che negli alberghi che ci ospitano vi sia un controllo continuo delle biciclette. Anche giornaliero. Il chiudere tutto a chiave dentro un garage non basta più. Gli stessi alberghi devono mettere a disposizione degli ospiti un’ambiente vicino al via vai del personale che lavora nella struttura alberghiera.
Una copertura assicurativa che tuteli l’albergo ed il cliente è necessaria. E visto che ci sono persone che lasciano “in deposito” biciclette da diversi milioni, crediamo che per loro non crei disperazione versare una cifra per questo servizio che l’albergatore offre. Sia chiara però una cosa; che la cifra richiesta dovrà essere onesta, e non si comincino a chiedere 10 o 15 euro al giorno per ogni bicicletta. Avere dei ladri che bazzicano intorno agli alberghi è un conto, averceli già dentro sarebbe decisamente antipatico.
Ormai le biciclette sono diventate dei costosissimi giocattoli. Se non ti metti sotto il sedere almeno 2.500 euro anche solo per pedalare 3.000 chilometri all’anno, sembra non ti possa nemmeno far chiamare ciclista. Una visione del ciclismo amatoriale che ha fatto la fortuna di chi le bici le costruisce, di chi le vende, e di chi le ruba. Di queste categorie, l’unica a rimetterci è quella che la bici l’ha comprata.

Se qualcuno di voi ha avuto sgradevoli esperienze, lasci qualche riga per raccontare o per dare qualche consiglio al riguardo.

2 commenti:

filippo ha detto...

in effetti i prezzi sono veramente esagerati, tenuto conto anche del fatto che le bici sono fatte in serie e non più su misura come una volta.
io personalmente la porto in stanza d'albergo se possibile o altrimenti in macchina e dentro il garage..
più di così..

Anonimo ha detto...

Anch'io la porto in camera...tanto in un borsone non sporca. E comunque una vecchia bici in alu, 9v non è così interessante da rubare...ma 10'000 km all'anno me li fa fare senza problemi.

Davide