«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

lunedì 7 marzo 2011

Nel cuore d'Italia, verso Sanremo; via alla "Tirreno" 2011!


LA POESIA DELLA PRIMAVERA SI FA SENTIRE, MENTRE IL SALMASTRO ACCAREZZA I CAMPIONI AL VIA DELLA CORSA DEI 2 MARI.
ECCO LA TIRRENO-ADRIATICO 2011 (che stavolta accompagniamo con un po’ di cultura).

Ho bei ricordi, fin da ragazzino, delle vecchie edizioni della Corsa dei 2 Mari. Una corsa leggendaria come poche, visto che annovera Luigi Sgarbozza nel suo albo d’oro, con un mostruoso 4° posto nel 1969.
A cavallo tra la seconda e la terza settimana di marzo prende il via l’edizione 2011 della Tirreno-Adriatico. La televisione ci regalerà i primi prati verdi e i primi fiori dell’anno da Marina di Carrara, il 9 marzo, fino al tradizionale arrivo a San Benedetto del Tronto il 15. Il cronometro aprirà e chiuderà questa edizione, grazie all’innesto di una cronosquadre iniziale di 17 chilometri, e alla prova contro il tempo individuale di 9 chilometri, e briciole, dell’ultimo giorno di corsa.
Ci saranno tappe per velocisti (con gli arrivi ad Indicatore e Perugia nelle frazioni 2 e 3) com’anche per uomini da 39/25 negli arrivi di Castelraimondo (240 km., 5^ tappa) e il penultimo giorno con l’arrivo a Macerata (178 km).
Diversi i ciclisti importanti al via con Filippo Pozzato, Thor Hushovd, Fabian Cancellara, Vincenzo Nibali, Oscar Freire Gomez, Cadel Evans, Tom Boonen a rifinire la gamba per la Sanremo. Ma anche uomini che si giocheranno più avanti la stagione, e che butteranno un’occhio sugli avversari per sapere come sono le gambe “nemiche”; Ivan Basso per guardare come pedala Andy Schleck, Michele Scarponi per guardare come pedala Vincenzo Nibali, e Stefano Garzelli per prepararsi a quella che probabilmente sarà la sua ultima primavera da professionista (classe 1973, anche se in testa gira l’idea di tener botta fino al Giro 2012). Questi sono nomi per le classifiche assolute, ma anche tra le ruote veloci quasi tutti i più forti velocisti, italiani e non, saranno della partita.
Con la disputa della Tirreno-Adriatico, il calendario inizia a profumare di grande ciclismo. Nello stesso periodo si riempiono le borracce anche per la Parigi-Nizza che si correrà dal 6 al 13 marzo. Una convivenza, nel calendario, che meriterebbe una disputa in momenti differenti, ma oggi si è talmente strapieni di corse che non concede soluzioni. La Tirreno 2010 si concluse con la vittoria di Garzelli a parità di tempo con Scarponi; un piazzamento fece la storia. Cadel Evans occupò il 3° posto a soli 12” dai due italiani.
Ricordo le prime telecronache stagionali di Adriano De Zan, che spesso raccontava soltanto gli ultimi 5 o 10 chilometri, tanto era sconclusionata la RAI nel far vedere corse che non erano i Mondiali, il Tour od il Giro. Mio padre osservava ogni anno come la vite nel nostro giardino non aveva nemmeno le piccole gemme all’apice degli stralci, mentre in TV si vedevano alberi con le prime foglie, e sulle coste del Tirreno e dell’Adriatico i primi fiori già a salutare il passaggio dei corridori. La Sanremo è considerata la classica di primavera, ma è probabilmente la Tirreno-Adriatico a rappresentare la vera primavera ciclistica.


Invito all’ascolto TV, premendo il tasto “muto”, se non volete ascoltare Cassani;

Le 4 stagioni (di Antonio Vivaldi 1678 – 1741)
“La Primavera”
Allegro; svolgimento in 5 sequenze.
• Il clima festoso annuncia la dolcezza e la natura fiorita (probabilmente la Guderzo)
• I telefoni cellul… pardon… i violini si scambiano lieti trilli che rievocano il canto degli uccelli
• Uno svolgimento di note alternate significa lo scorrere delle acque nei fiumi, nelle fontane e lo spirar della brezza
• Note battute rapidissime da tutti gli strumenti annunciano il tuono (caro Mura, troppe prugne fan questi scherzi): scale e terzine energicamente arpeggiate dal violino principale fanno balenare i lampi
• Il temporale è cessato (vedi sopra); i trilli dei violini rifanno il verso degli uccelli che abbandonano i loro rifugi. Riecheggia il clima festoso della primavera (con Cassani danzante nel, di marzo, sereno tramontar).

Largo;
Una dolce melodia espressa dal violino principale, e il lento cullare di suoni saltellanti degli altri violini, conciliano il sonno del capraio (Sgarbozza?), mentre rare note delle viole manifestano l’abbaiare del cane (Birillo?) che sorveglia il gregge.

Allegro; svolgimento in 3 sequenze.
• Caratterizza questo tempo una danza pastorale dove contadinelle (!?) danzano al suono della zampogna (suonata da Roata)
• Una nube (Auro?) sembra oscurare la luminosità della scena: questa sensazione viene data dal passaggio della tonalità da maggiore a minore
• Conclude la danza il tema in MI Maggiore.

Buona Tirreno a tutti. Per sapere chi la vince lo domandate alla Federica e a posto così.

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