«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

mercoledì 1 aprile 2009

Aprile; l'editoriale.



L’UOVO DI PASQUA CI PORTA LE GRANDI CLASSICHE. ASPETTIAMO I NOSTRI CAMPIONI, CHE AL NORD CERCANO LA GAMBA PER IL GIRO. PARTIAMO CON DIVERSE SPERANZE, (CUNEGO IN TESTA), QUANDO PROPRIO LA CORSA ROSA HA PERSO DUE PEZZI DA NOVANTA.

1° APRILE; MANCANO 36 GIORNI ALL’INIZIO DEL GIRO D’ITALIA.

Immaginate d’essere la persona responsabile di un Giro d’Italia che compie 100 anni, e state lavorando da 6 mesi per avere più campioni possibili al via. Poi ecco che nell’arco di una settimana perdete la possibilità di avere al via l’italiano Alessandro Ballan – campione del mondo in carica – costretto ad alzare bandiera bianca, e poi anche l’atleta che più di tutti volevate al via della vostra corsa.
Alessandro Ballan e Lance Armstrong chiudono il Giro ancora prima d’iniziarlo. Che si abbia simpatia o meno per questi ciclisti, nessuno può negare che la botta di delusione è molto forte. Senza questi campioni il Giro perde due nomi che tanti appassionati aspettavano, ma sarà ugualmente un Giro appassionante e spettacolare. Perché se non ci saranno alcuni campioni, ci saranno gli appassionati sulle strade a regalarci il consueto e bellissimo spettacolo, con il loro calore e passione. Vedremo come andranno le cose, mentre sgranocchiando l’uovo di cioccolato seguiremo le immagini delle corse leggendarie del Nord Europa, che Bulbarelli e Cassani ci racconteranno.
Ormai era nostra piacevole abitudine considerare Paolo Bettini come l’uomo di riferimento per la campagna del nord. Era l’atleta che fungeva da portabandiera per la cerchia di nomi che l’Italia portava al nord Europa, quando arrivavano le 3 settimane che trasformano il Belgio in una specie di patria del ciclismo. Non avremo al nostro arco la freccia iridata di Alessandro Ballan, e questa è un’assenza di grande importanza visto che il ragazzo pedalava da Natale pensando a Roubaix e Fiandre. Per queste due importantissime classiche l’Italia pare non avere nessuna carta da giocare, visto che i Rebellin, Basso, Di Luca, Cunego, Bennati sembrano guardare a Freccia Vallone, Amstel o Liegi (anche se Petacchi ogni tanto mormora del Giro delle Fiandre, ma lo dice sottovoce). Arriva il momento anche per Vincenzo Nibali di iniziare a battersi con i grandi nelle grandi corse di un giorno, visto che fino al Tour il siciliano non avrà poi altri obiettivi, com’anche per il fatto che per il talento siciliano il 2009 dev’essere la stagione del salto di qualità. Non dimentichiamo Visconti che – se il suo GS avrà la possibilità di correre qualche classica – è dall’inizio della stagione che è sempre presente con grinta e gambe. C’è poi l’eterna attesa per Filippo Pozzato. Atleta che, dopo una vincente Sanremo ormai lontana, anche quest’anno porta con sé i proclami di voler vincere anche al nord. Nessuno più di noi lo aspetta a braccia alzate. Il fatto è che ormai sono un paio d’anni che lo aspettiamo. Forza ragazzo!
I grandi campioni arrivano da un’inizio primavera che porta fianco a loro il nome di Mark Cavendish come nuovo Re di Sanremo, ma stiamo per arrivare alle gare dei fratelli Sleck, di Cancellara, di Boonen, di Samuel Sanchez e anche di Valverde. Il belga Boonen ormai cerca un tris a Roubaix o al Fiandre per entrare nella cerchia dei grandi del nord, Andy Sleck per smettere di essere una grande promessa e diventare campione, Cancellara per rifarsi di un inizio stagione a base di cerotti e aspirine. Noi portiamo nomi che vogliono confermarsi ai più alti livelli (il ritorno al nord di Basso, poi Di Luca, o Rebellin e Pellizotti), com’anche di nostri ciclisti che voglio trovare un trampolino di lancio per questa stagione (Bennati o il ‘bocia’ di Cerro Veronese).
Proprio il Principe esce da una gara come la Coppi & Bartali, dove non solo ha dominato la corsa, ma lo si è visto magro e tirato come poche volte. Pedalata agile, come solo alla fine della scorsa stagione il veneto aveva mostrato di avere. E se si ricordano i risultati autunnali del veronese, insieme alla voglia di vincere la Liegi che rincorre da un pezzo, forse sarà proprio lui il portabandiera della fame di risultati di casa nostra.
Buona Pasqua a tutte e a tutti, con la speranza di avere tante belle sorprese dalle uova di cioccolata del nord Europa, sperando di trovarle avvolte da una bella carta stagnola colorata di tricolore, per avvicinarci piano a quella fantastica storia tutta colorata di rosa, che tra un paio di settimane inizierà a riempire i discorsi degli appassionati.