«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

mercoledì 28 gennaio 2009

Anna Zugno; questa poi!...



UN RITIRO DALL’ATTIVITA’ AD INIZIO STAGIONE SEMBRA IL MONDO ALLA ROVESCIA. ANNA ZUGNO SCENDE DI SELLA. RIFLETTO E PENSO; ATLETE COME QUESTE NON POTREBBERO ESSERE IMPORTANTI PROPRIO PER LE BICI ‘IN ROSA’?

Mentre ascoltavo il Live dei Marillion (Real To Reel – EMI 1984) ecco il blog di Ale che mi racconta del ritiro della Zugno. Leggo e vedo che i motivi sono assolutamente comprensibili; la vita non è solo una bicicletta. Ma mi domando anche se atlete come Anna non potrebbero essere una presenza più che importante dentro le sale della FCI per i programmi del ciclismo femminile.
Quando sentii le intenzioni della Luperini sui propositi – poi rimessi nel cassetto – di ritirarsi, mi domandavo se esisteva la possibilità che la ragazza restasse nell’ambiente ciclistico. Perché forse solo le donne possono far crescere il ciclismo-donne. O magari i blog come quello di Ale o questo, che nel nostro – molto – piccolo serviamo la causa (nei secoli fedeli?... mmm… non esageriamo). Forse più quello di Ale, perché quando nel mio scrivo di bottiglioni di vino non so mica se faccio un buon servizio…
Comunque, enoteca a parte, penso che se le atlete ritiratesi, o in procinto di ritiro, rimanessero nel gruppo o lì vicino, sarebbe meno difficile dare risalto al ciclismo delle donne. Non che si possa fare chissà quanta roba. Ma se aspettiamo che siamo noi maschietti a impegnarci per loro, mi sa che le ragazze starebbero fresche.
E sarebbe pure ora che le tifose di ciclismo la smettessero di sapere tutto di Basso o Valverde, e niente della Guderzo, Luperini, Cooke, Vos, Cucinotta (e non l’attrice, porca paletta!) e altre.
(Sta a vedere che se mi girano, un giorno faccio un post polemico verso le appassionate di ciclismo)

venerdì 23 gennaio 2009

Storie del Giro; il 1969.



IL GIRO D’ITALIA DEL 1969 RIMASE COLPITO DA UN CASO DI DOPING CHE COINVOLSE IL CICLISTA PIU’ FORTE DI TUTTI I TEMPI; EDDY MERCKX. UNA SITUAZIONE CHE FECE NASCERE UN CASO DIPLOMATICO CON IL BELGIO.

Il Giro d’Italia del 1969 inizia con due nomi sulla bocca degli appassionati. L’Italia ciclistica ha in Felice Gimondi una stella in ascesa, che due anni prima aveva vinto il Tour de France. E si era ormai affacciato – a suon di vittorie – il belga Eddy Merckx. Il fuoriclasse belga si porta in testa alla classifica e sembra ormai certo che il Belgio avrà in un suo connazionale il vincitore della corsa a tappe italiana.
Il 31 Maggio, dopo una tappa di 230 chilometri con partenza da Parma, la corsa arriva a Savona. La frazione è vinta dal ciclista toscano Ballini. Merckx è in maglia rosa e nessuno sembra poterlo impensierire.
Si sta correndo il 52° Giro d'Italia e Eddy Merckx è in maglia rosa da sei giorni. Il cavallo nostrano, Felice Gimondi da Sedrina, dopo 16 tappe, accusa un ritardo di 1'41'. Gira voce che il deus ex machina dell'antidoping, dott. Genovese, al seguito del Giro per garantire gli interessi dei corridori, abbia già scoperto diversi casi di doping, ma che in qualche modo sia riuscito a "occultare" le analisi dei "fuori legge". C'è chi dice anche che quei casi riguardano un solo atleta, Merckx appunto, che si ritiene di dover ancora favorire. Uno dei menestrelli della corsa rosa, Bruno Raschi, scrive sulle pagine della Gazzetta: - Il Giro d'Italia ha lasciato oggi a Savona la sua entusiasmante maglia rosa. Eddy Merckx non è partito, costretto al palo dal regolamento. Era risultato positivo sia alla prima che all'analisi di controllo, effettuate dopo la tappa Parma-Savona. Quando la mattina del 2 giugno del 1969 viene annunciata la sua positività anche alle controanalisi dell'antidoping il telecronista della RAI, Sergio Zavoli, piazza il suo microfono sotto la bocca di Merckx, nella sua camera di hotel ad Albisola. La domanda fa rabbrividire chi ascolta: - Signor Merckx, lei ha sempre sostenuto di non essersi mai sottoposto a doping. Cosa può dirci ora che è stata riconfermata la sua "positività" anche alle controanalisi?- Piagnucolando e con una smorfia di sgomento dipinta sul volto, il Lupo, ora Agnello, risponde che...lui non ha preso niente e non sa cosa dire.
Dopo quell'episodio che sconvolse il mondo del ciclismo e non solo, anche nei Parlamenti di mezza Europa si parlò dell'accaduto, e l'Ambasciata d'Italia a Bruxelles e il nostro Ministero degli Esteri ebbero il loro daffare per contenere e arginare il fiume di polemiche che scoppiarono a Savona in quella primavera del 1969. Colpevole o innocente? Pietro Nenni, ministro degli Esteri, dovette prodigarsi per evitare l'incidente diplomatico col Belgio, paese che considera lo sport della bicicletta quasi una religione di Stato.
La parola d'ordine sui giornali dell'epoca era Fencamfamina. Questo stimolante era contenuto in un prodotto allora importato da una ditta farmaceutica con sede a Johannesburg, in Sud Africa, il cui proprietario, scherzo del destino o micidiale coincidenza, si chiamava Merckx.
Addirittura mezzo governo belga si mosse per smentire l'accusa di doping. Il documento ufficiale del Governo belga parla di "...assoluta infondatezza delle accuse", e avanza l'ipotesi del complotto perpetrato ai danni del "cannibale" per favorire l'alfiere italico, l'enfant du pais, Felice Gimondi, a Savona secondo in classifica generale. Fatto sta che, nonostante la difesa d'ufficio da parte della sfera politica, anche nel Parlamento belga si parlò ripetutamente di ..."notevole diffusione della pratica del doping diffusa nelle principali attività sportive. I casi conclamati di atleti dopati nel 1969 si avvicinava a 100, di cui quasi 80 sanzionati". Il ministro aggiunse anche che in Italia la situazione era particolarmente delicata e la normativa relativa al doping particolarmente "restrittiva".
Salomonicamente il dibattito nel Parlamento belga conclude con la riaffermazione che gli organizzatori del Giro d'Italia avevano confermato la loro imparzialità, e che però il corridore belga era da considerarsi la "vittima sacrificale di un disegno criminoso". L'intervento del ministro Nèmeche si conclude con l'auspicio di "una armonizzazione delle legislazioni sanitarie di tutti i paesi europei" e della necessità di "unificare gli elenchi dei medicinali off-limits per evitare errori involontari da parte degli stessi atleti". E' certo che alla fine degli anni '70 in Belgio si assistette ad un vero terremoto xenofobo nei nostri confronti, e i lavoratori italiani si trovarono a dover affrontare situazioni veramente spiacevoli.
Dal punto di vista agonistico, la maglia rosa venne infine vinta da Gimondi, che si impose davanti a Michelotto e Italo Zilioli. A distanza di 30 anni, un altro Giro d’Italia verrà colpito da un finale sorprendentemente negativo. Sarà l’italiano Marco Pantani a vedersi escluso dalla corsa in rosa, anche se in quel caso non si tratterà di positività all’antidoping, ma di un valore di ematocrito del sangue, oltre la norma consentita. Ma questa è un’altra storia che forse racconterò più avanti.

lunedì 19 gennaio 2009

Gli altri che sono in... Giro.



Damiano Cunego (foto sopra) è nato a Verona il 19 Settembre del 1981. Ha vinto 3 volte il Giro di Lombardia ed il Giro del 2004 a nemmeno 23 anni.




Danilo Di Luca è nato a Spoltore il 2 Gennaio del 1976. Vincitore del Giro 2007 e del titolo UCI Pro-Tour 2005, è professionista dal 1998.

QUEST’ANNO IL GIRO PROPONE UNA SECONDA LINEA DI ATLETI – SE SECONDA SI PUO’ DEFINIRE – POCHE VOLTE COSI’ NUMEROSA E DI GRANDE QUALITA’.
E SCOMMETTERE SU DI UN ‘BOCIA’ DI 28 ANNI?

Chi vince il giro? Armstrong! Macché!... Vedrete Basso… Armstrong e Basso, Basso e Armstrong; che palle!
Come Gazzetta voleva s’avverasse, i due ciclisti cresciuti all’università del Tour sono i nomi fondamentali del Giro dei 100 anni. Sembra quasi che siano loro a decidere anche che tempo farà. Basso mette Lance tra i favoriti, e lo Space Cow-Boy l’italiano in pole-position.
Ma guardiamo i nomi di alcuni di quelli che probabilmente saranno presenti al Giro; Sastre, Simoni, Evans, Di Luca, Pellizotti, Bruseghin, Garzelli. Alcuni di questi probabilmente scoppieranno dopo un paio di settimane. Ma visto che i nomi riguardano i rappresentanti di almeno 5 o 6 GS, potrebbe essere un Giro da fuochi artificiali nella prima decade di corsa.
Simoni vuole entrare nei club dei grandi del Giro, vincendolo per la terza volta. Di positivo per lui il fatto che conosce il Giro come nessuno (7 volte sul podio nell’ultima decina d’anni), ma quanto peseranno i suoi anni d’età? Forse tanto. Pure Armstrong è vecchiotto (stessa età), ma fermandosi due anni buoni ha un fisico un po’ meno logoro. E questo conta per il recupero, che nella terza settimana avviene molto più lentamente. Come motivazione per il ‘Gibo’, può esserci il dente avvelenato verso Basso. Quasi lo mandava in mona al processo alla tappa del 2006.
Parlando di altri, uno che potrebbe saltar fuori a rompere le balle ai ‘soliti’ due favoriti è di Luca. Anche se da un mese parla già dei Mondiali (quanta fretta figlio mio!), l’abruzzese ha vinto il Giro di 2 anni addietro. Un Giro forse più duro di questo.
Non si parla, o almeno meno di altri, di Cadel Evans. Evans è uno con i controc******i e se nella prova a cronometro delle 5 Terre non è già fuori classifica, potrebbe giocarsi le sue carte migliori. E poi concediamo all’australiano che se uno mi arriva 4° al Tour 2006, 4° alla Vuelta 2007, 2° nei Tour 2007 e 2008, permettete che lo metta tra i ‘cagnacci’ del gruppo. Avrà tutta la squadra per lui, e questo schifo non fa.
E poi, c’è un giovanotto di Verona che, se non si è mangiato troppi Pandori, potrebbe recitare il vero ruolo di terzo incomodo. Quella leggenda dei microfoni Rai che corrisponde al nome di Lorenzo Roata, lo ribattezzò ‘il bocia’ e se è vero che in questo Giro dei cent’anni le discese potrebbero essere un’insidia più che negli anni scorsi, stai a vedere che il Principe di Cerro Veronese potrebbe essere il vero rompi-balle per i ‘soliti’ due. La maxi-crono ha un tratto in discesa che può regalarti secondi a manciate, com’anche sono in picchiata gli arrivi di Chiavenna (7^ tappa) e di Pinerolo (10^ frazione). E comunque, se teniamo conto che un ciclista dà solitamente il massimo tra i 25-26 anni ed i 32-33, per il ragazzo veneto è iniziato il periodo degli anni della raccolta.
Cunego terzo incomodo. E se fosse?

giovedì 15 gennaio 2009

Cucinotta; ora gli voltano le spalle?



ANNALISA CUCINOTTA POTREBBE – PER FORTUNA! – ESSERE VITTIMA DI UN ERRORE. MA LA MOTIVAZIONE SUL DIETRO FRONT ORDINATO DALL’UCI SULLA POSITIVITA’ DELL’ITALIANA, POTREBBE ESSERE UN INDIRETTO APPOGGIO A FAVORE DEI VERI FALSI? INTANTO PERO', NOTIZIE ANTIPATICHE PER L'AZZURRA IN VISTA DELLA STAGIONE IMMINENTE, A CAUSA DI QUESTA VICENDA.

Il nome è BOLDENONE e sul sito Ciclismo Femminile di Ale trovate un’ottima spiegazione su cosa sia. Per fortuna sembra che la positività di Annalisa Cucinotta, sia stata uno sbaglio. A quanto pare il metodo di analisi che è stato seguito nel laboratorio di Las Vegas, non sembra convincere l’Unione Ciclistica Internazionale fino in fondo. Tanto che la positività riscontrata, in data 12 dicembre 2008, alla rappresentante della Forestale è stata ‘congelata’. L’UCI ha inviato un fax alla FCI e all’atleta dove viene detto che la richiesta di controanalisi è stata sospesa. Fin qui le cose buone.
Ma se quel laboratorio ha fatto male il controllo, spero che questa cosa non si trasformi in una possibilità per gli atleti o atlete che hanno imbrogliato, di poter gridare all’inaffidabilità dei controlli anti-doping; ci mancherebbe anche questa, proprio ora che la forbice si è stretta attorno ai falsi. Una cosa che purtroppo è da mettere in conto – che però potrebbe anche essere un’ìpotesi sbagliata – è uno scambio di provette. Se la cosa che ha coinvolto la pistard italiana fosse stata riscontrata in ambito maschile apriti cielo!
Le cose importanti ora sono che la Cucinotta possa avere la sua risposta il prima possibile, e che il prima possibile si sappia se l’errore, se c’è stato, sia nelle procedure o in uno scambio – anche involontario, ci mancherebbe – delle provette. Altrimenti si inizierebbe coltivare il dubbio sulla certezza dei controlli; ci mancherebbe anche questa!

PS;
ATTENZIONE; al momento di mettere questo post nel sito, ho appreso (grazie al sito di Ale; Ciclismo Femminile, link a fianco), che il GS Top Girls che era in procinto di tesserare Annalisa, senza attendere l'esito delle contro-analisi ha deciso di rinunciare al suo tesseramento. Tenendo conto che l'UCI aveva fatto una richiesta molto rara, cioè mettere in dubbio il metodo stesso delle analisi, si poteva attendere un momento. Se la ciclista risultasse positiva, sarebbe brutto, ma se veramente le analisi avessero avuto qualcosa che non quadrava nel metodo d'analisi, sarebbe un'amarezza doppia.

sabato 10 gennaio 2009

Il ciclismo del bastian contrario (parte 6)



VANNO A CONCLUDERSI I COMMOVENTI APPUNTAMENTI CICLISTICO/CULTURALI DEL BLOG, SCRITTI PER RIEMPIRE GLI ANIMI CICLISTICI NELLE FREDDE GIORNATE INVERNALI.
ASPETTANDO IL GIRO 2009 SUL CROCE D’AUNE, ECCOVI IL MIO GIRO SUL CROCE D’AUNE NEL 2000.

PARTE PRIMA; L’ATTESA – Il 26 Maggio 2000 si correva la 12^ tappa dell’83° Giro Ciclistico d’Italia; Bibione – Feltre di 184 chilometri. Era il Giro ponte sul millennio che cambiava. Il Giro che un’anno prima visse l’enorme casino di Madonna di Campiglio per l’ematocrito troppo alto di Marco Pantani. Ma soprattutto era il Giro che arrivava a Feltre.
In centro città potevi mangiarci per terra da tanto il Comune aveva voluto tutto perfetto. E nelle strade interessate al passaggio della corsa, mai i prati sui bordi stradali erano stati tanto ripuliti dalle erbacce. La strada che portava al valico Le Laste venne riasfaltata quasi totalmente dal paese di Faller in poi. Tutto era pronto; Feltre in primis.
Passai quella giornata con l’amico Massimo. Potrei dedicare un capitolo all’inviato RAI Paolo Brosio, ma il post si allungherebbe troppo. La cosa buona è che una volta fatti i soldi con la RAI e le pubblicità per l’Agip, Brosio è sparito dalla TV. Cretino lo è sempre sembrato. Dopo il Giro a Feltre lo è diventato ufficialmente.
PARTE SECONDA; L’ITALIA DEL GIRO – La gente era abbastanza numerosa a bordo strada. Era il Giro che ricordava Gino Bartali morto da poco. Portai uno striscione con la scritta “Ciao Gino!” e lo piantammo a bordo strada. Fece buona figura. Con Massimo ci fermammo a meno di 500 metri dal GPM. C’erano dei ragazzini che facevano casino avanti e indietro con le bici. La strada era chiusa e a loro pareva impossibile averla tutta – o quasi – a disposizione. Passavano i vecchi ciclisti, come i fighetti di trent’anni e i ragazzini di dieci. Ma questi ultimi non dovrebbero essere a scuola? Niente scuole, signori! C’è il Giro!! Il pranzo di mezzodì è un buon panino. Ci sarebbe anche dell’acqua minerale (non viene guardata); “Paseme el vin!..(passami il vino!)… otu n’ombra anca ti? (vuoi un bicchier di vino anche tu?)” questo fu il pranzo di quel giorno. Ed il vero Giro è questo. Poi arriva quello che non manca mai; il ciclista spara-balle-grosse-così! Quante ce ne disse un tizio sulla sua inventiva ciclistico/costruttiva! Che pena certa gente.
PARTE TERZA; ECCOLI! – Pieno pomeriggio; ecco i secondi che sembrano minuti. “Ma quando riveli? .. ecco!... no! ma dove c***o eli?... varda l’elicottero!... che casin chel fa! Ma allora … eccoli!! Sii!! Dai!... Vai Konishev!! Elo chi quel’altro col russo?... l’era un de la Rabobank!...”
applausi, grida, ecco la Maglia Rosa e gli altri!..;
“Dai Di Luca!.. ecco Pantani… Dai Marco!!...” il gruppo che passa e tra la code del plotone… “Varda Cipollini!... Dai Mario, che è finita ormai!...”
ecco le ammiraglie, le moto, che tanfo di benzina; “… co sti disel de merda!!”
Ecco che l’onda è passata. Si aspettano cinque minuti e si inizia a risalire in bici verso il GPM. Il Giro è passato. Lo aspettavamo da dicembre. Mentre passiamo in cima al Passo si preparano gli applausi in centro. Vincerà Enrico Cassani per il GS Team Polti. Ma chi ha vinto è stata la passione, con la gente che dalle nove di mattina era sul valico Le Laste per Casagrande, Pantani, Garzelli, Tafi, Cipollini, anche per Gino e per i tanti altri ‘mat’ che seguono la festa più bella d’Italia.
W il Giro signori! Ed evviva l’Italia del Giro. Il vero spettacolo!

martedì 6 gennaio 2009

Ciclo-Donne; calendario UCI e... la 'Lupa'.



DOPPIO POST!! (ora non commuovetevi però…)
TRATTA DAL SITO ETHIC SPORT, UNA BREVE INTERVISTA A FABIANA LUPERINI. HO TAGLIATO IL TESTO AVENDO – QUEST’ULTIMO – DELLE DOMANDE CON RIFERIMENTI PUBBLICITARI (facciamo i furbetti, eh?...). MI SCUSO SE L’INTERVISTA NON E’RECENTE.
PIU’ SOTTO, IL CALENDARIO UCI 2009 IN ITALIA.

Intervista del 28-11-2008

Fabiana Luperini - Una grande interprete del ciclismo italiano. Quando si parla di ciclismo “rosa”, il pensiero va direttamente a lei: Fabiana Luperini , il passato e il presente del ciclismo femminile.
Ciao Fabiana! A chi poteva pensare che fossi un’atleta sul viale del tramonto hai risposto con un nuovo giro d’Italia vinto. Qual è il segreto della tua longevità atletica?

Fabiana: Mah... Il segreto è che mi piace molto lo sport che faccio e non faccio fatica a sacrificarmi negli allenamenti.

Quest’ultima maglia rosa è un altra conferma nel tuo già ricchissimo palmares. In ambito agonistico quali sono stati i tuoi successi più prestigiosi?
Fabiana: Direi senz’altro i 5 Giri d’Italia e i 3 Tour de France!

Qual è il titolo che ricordi con maggior affetto? Ce n’è uno a cui sei maggiormente legata?
Fabiana: Forse proprio quest’ultimo... A 10 anni dal mio primo giro d’Italia non è stato facile e ne sono molto soddisfatta.

Tuo padre è stato un fortissimo scalatore; cosa ti ha insegnato sulle due ruote?
Fabiana: Sinceramente poco... Nel senso che più che altro mi ha tramandato geneticamente delle caratteristiche fisiche da scalatore; poi lo ringrazio perché ha lasciato che mi facessi la mia esperienza senza intromettersi mai.

Sei diventata un riferimento per il movimento ciclistico femminile. Come vivi il ruolo di leader per le nuove leve che ti vedono come un modello da imitare? Ti pesa un po’ questo ruolo?
Fabiana: No! Anzi, sono contenta che le giovani atlete possano avere in me uno stimolo: chi mi conosce sa che cerco sempre di essere un aiuto per le più giovani.

Quanto peso ha la cosiddetta vita d’atleta (alimentazione, stile di vita) quanto la dote fisica e quanto l’allenamento, per raggiungere buoni risultati?
Fabiana: La vita d’atleta è fondamentale; puoi avere tutte le doti del mondo ma senza allenamento e sacrificio si va poco lontano! Soprattutto nelle gare a tappe effettivamente serve molta disciplina.

Cosa consigli a una ragazza che voglia cominciare a correre in bici?
Fabiana: Che ci pensi bene!!! Il ciclismo richiede tanti sacrifici e quindi occorre essere pronti!

Un’ultima domanda: la tua terra ha dato i natali, oltre a te, a grandissimi campioni del ciclismo anche in ambito maschile, da Lelli a Bettini, da Nencini a Cipollini... Cos’ha la toscana che vi fa correre così forte?
Fabiana: Sicuramente la passione per questo sport che si tramanda da tanto tempo; poi il clima mite invoglia anche in inverno a uscire e allenarsi volentieri!

Grazie alla “Lupa” che ha addentato ancora un giro d’Italia! Complimenti per la strepitosa carriera e per essere una grande interprete del ciclismo italiano!!! Un grande in bocca al lupo per i tuoi impegni futuri!

Intervista di Virgilio Ottavini


ORA INVECE, (COPIATO VERGOGNOSAMENTE DAL SITO CICLISMO IN ROSA), LE GARE ITALIANE PER IL 2009, CHE SONO PREVISTE NEL CALENDARIO UCI PER LE DONNE STRADA/ELITE. IL GIRO-DONNE ARRIVA AD INIZIO LUGLIO.

21 Marzo 2009 – G.P. Costa Etrusca (Comuni di Ripabella & Montescudaio)
22 Marzo Trofeo Costa Etrusca
29 Marzo Trofeo Alfredo Binda

25 Aprile 2009 – G.P. Liberazione

19/21 Giugno 2009 – Giro Ciclistico del Trentino

3/12 Luglio 2009 – Giro Ciclistico d’Italia
18 Luglio G.P. Cento (Carnevale d’Europa)

6 Settembre 2009 – Memorial Davide Fardelli (Cronometro Individuale)
15/20 Settembre Giro di Toscana – Memorial Michela Fanini.

RIEMPITE LE STRADE, O VOI CHE POTETE!!!

giovedì 1 gennaio 2009

Gennaio; l'editoriale.





NASCE IL 2009; L’ANNO DEL GIRO E DEI SUOI RITORNI ECCELLENTI, CON UNA CERTEZZA CHE NON AVEVAMO PRIMA; CHI SBAGLIA – FINALMENTE – PAGA. MA ORA SERVE L’EQUILIBRIO PER LE PUNIZIONI. ESISTE UN DOPING PIU’ O MENO GRAVE? SI DECIDA. LO HANNO CHIESTO ANCHE I VISITATORI DI QUESTO BLOG.
E POI IL GIRO ROSA.

1° GENNAIO;
MANCANO 128 GIORNI ALL’INIZIO DEL GIRO D’ITALIA.

Inizia l’anno del Giro del centenario; 4 mesi e spiccioli e poi la dinamica coppia (non mi riferisco a Batman & Robin e non credo serva spiegare di chi parlo) tornerà a farci compagnia dalla cabina di commento di mamma RAI. Ci sarà un’altra dinamica coppia che sarà probabilmente protagonista al giro; Armstrong e Basso. Ma spero che i giornalisti non li rincorrano anche quando andranno a consumare carta igienica! Comunque, del Giro scriverò.
Si respira aria meno marcia in seno al gruppo? Così sembra. I controlli anti-disonesti hanno fatto vittime eccellenti nel 2008; Stefan Schumacher, il ciclista forse numero 1 in Germania, Marta Bastianelli; la campionessa del mondo che ha peccato d’ingenuità più che di mala fede, Riccardo Riccò; il predestinato alle vette dei Grandi Giri, Emanuele Sella; il Re (falso) delle cime al Giro 2008. Ce ne sono stati altri, ma questi già citati bastano a far capire che chi sbaglia – numero 1 o 100° che sia – finalmente paga. Serve l’equilibrio. Decidere, una volta per sempre, se a seconda della gravità dei fatti ci siano o meno punizioni più lievi. Quante volte, in questo blog, ho trovato commenti dei miei ‘visitatori’ con opinioni che vertevano sul fatto che c’erano ciclisti che l’avevano combinata più grossa e se la cavavano con pene uguali ad altri, che avevano fatto qualche fesseria ma senza recite di onestà pubbliche davanti alle TV, sapendo di essere persone che stavano imbrogliando.
Tornando al ciclismo pedalato, una cosa importante sarà non dimenticare le corse che si corrono da Marzo fino al Giro di casa nostra: dalla Tirreno-Adriatico fino alla Liegi. In Casa Italia abbiamo da 3 anni il Campione del Mondo di ciclismo, e questo è un grande risultato. Ma Ballan è uomo da Classiche del Nord e vedere un italiano imporsi in queste gare con la maglia iridata, non ricordo quando capitò l’ultima volta. Forse mi tocca andare addirittura agli anni ’80, e non ne sono sicuro!! (Argentin o Moser, forse…vai a sapere).
Altra pagina, la corsa rosa. Quella veramente rosa. Il Giro Donne saprà ricavare ancora più attenzione dopo un paio d’anni dove c’è stato un – modesto – incremento d’interesse? Il problema è semplice da trovare e difficile da risolvere; soldi. Poca gente a bordo strada, poco interesse da parte delle aziende specializzate nel settore sportivo o ciclistico. Poco interesse da parte di queste ultime, e perciò pochi investimenti da parte loro. Niente investimenti, niente promozione degli eventi. Se un’azienda vuole farsi pubblicità preferisce una squadra di 2° piano tra gli uomini che una squadra al top nel settore femminile. Anche gli appassionati devono capire che possono avere parte importante, ma finché vedremo la fatica solo tra i maschi buonanotte al secchio! A peggiorare la situazione ci ha pensato la rogna che ha coinvolto la leggerezza della Bastianelli. Dopo anni che noi italiani rincorrevamo la maglia iridata, la ciclista laziale ha ricevuto 12 mesi di squalifica per doping – involontario, ma c’è stato – e questo non ha certo giovato all’immagine del ‘movimento’ donne.
Ma tornando al ciclismo in rosa che fa fatica a ‘decollare’, è un peccato che se il Giro (uomini) passa a 100 chilometri da casa la gente prende il giorno di ferie per alzarsi alle 6 e andare a bordo strada ad attendere anche 8 ore, per il Giro-Donne che passa a 20 chilometri solo sacramenti perché chiudono la strada 15 minuti. Eppure è così. Possibile che le appassionate di ciclismo sappiamo anche quando Di Luca o Cunego vanno a pisciare, ma se chiedi loro 4 nomi di cicliste che corrono oggi stai fresco? Come pretendere che il ciclismo delle donne acquisti un po’ d’importanza, se le donne appassionate prima di tutti non seguono le corse delle ragazze?
Comunque, parlando di ciclo-donne, ricordo che nel blog “Ciclismo Femminile” – segnalato a fianco – troverete sempre notizie e approfondimenti riguardo alle nostre signore del pedale ed alla loro stagione. Qualcosina troverete anche qui. Per questo mese è tutto.
Ora, sotto col ‘solito’ blog.