«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

mercoledì 28 gennaio 2009

Anna Zugno; questa poi!...



UN RITIRO DALL’ATTIVITA’ AD INIZIO STAGIONE SEMBRA IL MONDO ALLA ROVESCIA. ANNA ZUGNO SCENDE DI SELLA. RIFLETTO E PENSO; ATLETE COME QUESTE NON POTREBBERO ESSERE IMPORTANTI PROPRIO PER LE BICI ‘IN ROSA’?

Mentre ascoltavo il Live dei Marillion (Real To Reel – EMI 1984) ecco il blog di Ale che mi racconta del ritiro della Zugno. Leggo e vedo che i motivi sono assolutamente comprensibili; la vita non è solo una bicicletta. Ma mi domando anche se atlete come Anna non potrebbero essere una presenza più che importante dentro le sale della FCI per i programmi del ciclismo femminile.
Quando sentii le intenzioni della Luperini sui propositi – poi rimessi nel cassetto – di ritirarsi, mi domandavo se esisteva la possibilità che la ragazza restasse nell’ambiente ciclistico. Perché forse solo le donne possono far crescere il ciclismo-donne. O magari i blog come quello di Ale o questo, che nel nostro – molto – piccolo serviamo la causa (nei secoli fedeli?... mmm… non esageriamo). Forse più quello di Ale, perché quando nel mio scrivo di bottiglioni di vino non so mica se faccio un buon servizio…
Comunque, enoteca a parte, penso che se le atlete ritiratesi, o in procinto di ritiro, rimanessero nel gruppo o lì vicino, sarebbe meno difficile dare risalto al ciclismo delle donne. Non che si possa fare chissà quanta roba. Ma se aspettiamo che siamo noi maschietti a impegnarci per loro, mi sa che le ragazze starebbero fresche.
E sarebbe pure ora che le tifose di ciclismo la smettessero di sapere tutto di Basso o Valverde, e niente della Guderzo, Luperini, Cooke, Vos, Cucinotta (e non l’attrice, porca paletta!) e altre.
(Sta a vedere che se mi girano, un giorno faccio un post polemico verso le appassionate di ciclismo)

sabato 10 gennaio 2009

Il ciclismo del bastian contrario (parte 6)



VANNO A CONCLUDERSI I COMMOVENTI APPUNTAMENTI CICLISTICO/CULTURALI DEL BLOG, SCRITTI PER RIEMPIRE GLI ANIMI CICLISTICI NELLE FREDDE GIORNATE INVERNALI.
ASPETTANDO IL GIRO 2009 SUL CROCE D’AUNE, ECCOVI IL MIO GIRO SUL CROCE D’AUNE NEL 2000.

PARTE PRIMA; L’ATTESA – Il 26 Maggio 2000 si correva la 12^ tappa dell’83° Giro Ciclistico d’Italia; Bibione – Feltre di 184 chilometri. Era il Giro ponte sul millennio che cambiava. Il Giro che un’anno prima visse l’enorme casino di Madonna di Campiglio per l’ematocrito troppo alto di Marco Pantani. Ma soprattutto era il Giro che arrivava a Feltre.
In centro città potevi mangiarci per terra da tanto il Comune aveva voluto tutto perfetto. E nelle strade interessate al passaggio della corsa, mai i prati sui bordi stradali erano stati tanto ripuliti dalle erbacce. La strada che portava al valico Le Laste venne riasfaltata quasi totalmente dal paese di Faller in poi. Tutto era pronto; Feltre in primis.
Passai quella giornata con l’amico Massimo. Potrei dedicare un capitolo all’inviato RAI Paolo Brosio, ma il post si allungherebbe troppo. La cosa buona è che una volta fatti i soldi con la RAI e le pubblicità per l’Agip, Brosio è sparito dalla TV. Cretino lo è sempre sembrato. Dopo il Giro a Feltre lo è diventato ufficialmente.
PARTE SECONDA; L’ITALIA DEL GIRO – La gente era abbastanza numerosa a bordo strada. Era il Giro che ricordava Gino Bartali morto da poco. Portai uno striscione con la scritta “Ciao Gino!” e lo piantammo a bordo strada. Fece buona figura. Con Massimo ci fermammo a meno di 500 metri dal GPM. C’erano dei ragazzini che facevano casino avanti e indietro con le bici. La strada era chiusa e a loro pareva impossibile averla tutta – o quasi – a disposizione. Passavano i vecchi ciclisti, come i fighetti di trent’anni e i ragazzini di dieci. Ma questi ultimi non dovrebbero essere a scuola? Niente scuole, signori! C’è il Giro!! Il pranzo di mezzodì è un buon panino. Ci sarebbe anche dell’acqua minerale (non viene guardata); “Paseme el vin!..(passami il vino!)… otu n’ombra anca ti? (vuoi un bicchier di vino anche tu?)” questo fu il pranzo di quel giorno. Ed il vero Giro è questo. Poi arriva quello che non manca mai; il ciclista spara-balle-grosse-così! Quante ce ne disse un tizio sulla sua inventiva ciclistico/costruttiva! Che pena certa gente.
PARTE TERZA; ECCOLI! – Pieno pomeriggio; ecco i secondi che sembrano minuti. “Ma quando riveli? .. ecco!... no! ma dove c***o eli?... varda l’elicottero!... che casin chel fa! Ma allora … eccoli!! Sii!! Dai!... Vai Konishev!! Elo chi quel’altro col russo?... l’era un de la Rabobank!...”
applausi, grida, ecco la Maglia Rosa e gli altri!..;
“Dai Di Luca!.. ecco Pantani… Dai Marco!!...” il gruppo che passa e tra la code del plotone… “Varda Cipollini!... Dai Mario, che è finita ormai!...”
ecco le ammiraglie, le moto, che tanfo di benzina; “… co sti disel de merda!!”
Ecco che l’onda è passata. Si aspettano cinque minuti e si inizia a risalire in bici verso il GPM. Il Giro è passato. Lo aspettavamo da dicembre. Mentre passiamo in cima al Passo si preparano gli applausi in centro. Vincerà Enrico Cassani per il GS Team Polti. Ma chi ha vinto è stata la passione, con la gente che dalle nove di mattina era sul valico Le Laste per Casagrande, Pantani, Garzelli, Tafi, Cipollini, anche per Gino e per i tanti altri ‘mat’ che seguono la festa più bella d’Italia.
W il Giro signori! Ed evviva l’Italia del Giro. Il vero spettacolo!

giovedì 1 gennaio 2009

Gennaio; l'editoriale.





NASCE IL 2009; L’ANNO DEL GIRO E DEI SUOI RITORNI ECCELLENTI, CON UNA CERTEZZA CHE NON AVEVAMO PRIMA; CHI SBAGLIA – FINALMENTE – PAGA. MA ORA SERVE L’EQUILIBRIO PER LE PUNIZIONI. ESISTE UN DOPING PIU’ O MENO GRAVE? SI DECIDA. LO HANNO CHIESTO ANCHE I VISITATORI DI QUESTO BLOG.
E POI IL GIRO ROSA.

1° GENNAIO;
MANCANO 128 GIORNI ALL’INIZIO DEL GIRO D’ITALIA.

Inizia l’anno del Giro del centenario; 4 mesi e spiccioli e poi la dinamica coppia (non mi riferisco a Batman & Robin e non credo serva spiegare di chi parlo) tornerà a farci compagnia dalla cabina di commento di mamma RAI. Ci sarà un’altra dinamica coppia che sarà probabilmente protagonista al giro; Armstrong e Basso. Ma spero che i giornalisti non li rincorrano anche quando andranno a consumare carta igienica! Comunque, del Giro scriverò.
Si respira aria meno marcia in seno al gruppo? Così sembra. I controlli anti-disonesti hanno fatto vittime eccellenti nel 2008; Stefan Schumacher, il ciclista forse numero 1 in Germania, Marta Bastianelli; la campionessa del mondo che ha peccato d’ingenuità più che di mala fede, Riccardo Riccò; il predestinato alle vette dei Grandi Giri, Emanuele Sella; il Re (falso) delle cime al Giro 2008. Ce ne sono stati altri, ma questi già citati bastano a far capire che chi sbaglia – numero 1 o 100° che sia – finalmente paga. Serve l’equilibrio. Decidere, una volta per sempre, se a seconda della gravità dei fatti ci siano o meno punizioni più lievi. Quante volte, in questo blog, ho trovato commenti dei miei ‘visitatori’ con opinioni che vertevano sul fatto che c’erano ciclisti che l’avevano combinata più grossa e se la cavavano con pene uguali ad altri, che avevano fatto qualche fesseria ma senza recite di onestà pubbliche davanti alle TV, sapendo di essere persone che stavano imbrogliando.
Tornando al ciclismo pedalato, una cosa importante sarà non dimenticare le corse che si corrono da Marzo fino al Giro di casa nostra: dalla Tirreno-Adriatico fino alla Liegi. In Casa Italia abbiamo da 3 anni il Campione del Mondo di ciclismo, e questo è un grande risultato. Ma Ballan è uomo da Classiche del Nord e vedere un italiano imporsi in queste gare con la maglia iridata, non ricordo quando capitò l’ultima volta. Forse mi tocca andare addirittura agli anni ’80, e non ne sono sicuro!! (Argentin o Moser, forse…vai a sapere).
Altra pagina, la corsa rosa. Quella veramente rosa. Il Giro Donne saprà ricavare ancora più attenzione dopo un paio d’anni dove c’è stato un – modesto – incremento d’interesse? Il problema è semplice da trovare e difficile da risolvere; soldi. Poca gente a bordo strada, poco interesse da parte delle aziende specializzate nel settore sportivo o ciclistico. Poco interesse da parte di queste ultime, e perciò pochi investimenti da parte loro. Niente investimenti, niente promozione degli eventi. Se un’azienda vuole farsi pubblicità preferisce una squadra di 2° piano tra gli uomini che una squadra al top nel settore femminile. Anche gli appassionati devono capire che possono avere parte importante, ma finché vedremo la fatica solo tra i maschi buonanotte al secchio! A peggiorare la situazione ci ha pensato la rogna che ha coinvolto la leggerezza della Bastianelli. Dopo anni che noi italiani rincorrevamo la maglia iridata, la ciclista laziale ha ricevuto 12 mesi di squalifica per doping – involontario, ma c’è stato – e questo non ha certo giovato all’immagine del ‘movimento’ donne.
Ma tornando al ciclismo in rosa che fa fatica a ‘decollare’, è un peccato che se il Giro (uomini) passa a 100 chilometri da casa la gente prende il giorno di ferie per alzarsi alle 6 e andare a bordo strada ad attendere anche 8 ore, per il Giro-Donne che passa a 20 chilometri solo sacramenti perché chiudono la strada 15 minuti. Eppure è così. Possibile che le appassionate di ciclismo sappiamo anche quando Di Luca o Cunego vanno a pisciare, ma se chiedi loro 4 nomi di cicliste che corrono oggi stai fresco? Come pretendere che il ciclismo delle donne acquisti un po’ d’importanza, se le donne appassionate prima di tutti non seguono le corse delle ragazze?
Comunque, parlando di ciclo-donne, ricordo che nel blog “Ciclismo Femminile” – segnalato a fianco – troverete sempre notizie e approfondimenti riguardo alle nostre signore del pedale ed alla loro stagione. Qualcosina troverete anche qui. Per questo mese è tutto.
Ora, sotto col ‘solito’ blog.