«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

lunedì 25 agosto 2008

Bisogna saper perdere.



VISTO CHE SPESSO – ULTIMAMENTE – SCRIVO SU COSE DI DOPING, ELEVIAMO IL LATO CULTURALE DEL BLOG CON UN’ARTICOLO SUL VINCERE E SUL PERDERE.
PER RAGIONI DI SPAZIO, SI TRATTA DI UN RIASSUNTO. COME SEMPRE, SE VOLETE LASCIARE UNA VOSTRA IDEA NE SONO CONTENTO.

Dal Gazzettino di domenica 24 Agosto;
di Vera Slepoj


(…) “Perdere è soprattutto saper perdere un’occasione, una gara, un amore, e richiede sostanzialmente una buona idea di se stessi, la capacità di non dare nulla per scontato, di badare a quello che sei esattamente e non a quello che idealmente vorresti essere.
Saper perdere, accettare il risultato nello sport come nella vita, ti aiuta a guardare il mondo con lo sguardo lungo, con l’idea che non può contemplare tutto l’universo, ma l’amore e la passione fanno si che ognuno di noi possa avvicinare le vicende della propria vita ad un risultato positivo o negativo, ma in ogni risultato ci possono essere da un lato gli insegnamenti e dall’altro l’esperienza, la capacità di trasformarsi e mutarsi. Non accettare le sconfitte è un atteggiamento molto comune, riguarda per lo più le aspettative, talvolta esagerate, sproporzionate rispetto alla realtà o le nostre effettive possibilità.
(…) Spesso si perde perché si sottovaluta un dettaglio, si dà per scontata l’interpretazione che facciamo, di ciò che ci sta accadendo, perdiamo molto spesso perché non concepiamo la vittoria o decidiamo inconsciamente di accontentarci. Infinite sono le vie dell’insuccesso, infinite le vie del successo e poi ci sono le sconfitte gloriose, trionfali, quelle sconfitte che ti rendono o renderanno migliore, come ad esempio quella canoista italiana, caparbia ed immensamente saggia che vince con se stessa e contro i luoghi comuni, che gioisce pur nello stupore di aver perso. Vincere non riguarda la megaglia che prendi, il posto che occupi, ma come sei arrivato fin lì, che modalità hai utilizzato per giocarti con gioia un pezzo di vita, mettendo te stesso di fronte al mondo.”

sabato 16 agosto 2008

Tenetevi forte; uno spagnolo beccato, e punito! Mayo!



Iban Diez Mayo è nato a Igorre (Spagna) il 19 Agosto 1977.

IL TESTO SOTTOSTANTE ARRIVA INTEGRALMENTE DAL SITO DELLA GAZZETTA DELLO SPORT. L’EX SAUNIER DUVAL (NEMMENO A FARLO APPOSTA), IBAN MAYO ALLUNGA LA LISTA NERA 2008.

(fonte; Gazzetta.it)
Due anni di squalifica per Iban Mayo. Lo ha deciso il Tas (Tribunale arbitrale dello sport) per la positività dello spagnolo all' epo durante il Tour 2007. E' stato quindi accolto il ricorso dell' Uci, dopo che la Federazione spagnola si era rifiutata di punire Mayo non riconoscendo la validità delle controanalisi: il test era stato svolto da un laboratorio diverso da quello incaricato del primo controllo e l' esito era risultato incerto. L' Uci aveva quindi disposto una nuova controanalisi nel laboratorio del primo test, che aveva confermato la positività.
Lo scorso anno, dopo sette stagioni con la Euskaltel, il 31enne basco di Igorre era passato alla Saunier Duval di Mauro Gianetti. Si diceva che gli servivano nuovi stimoli soprattutto per uscire dalla depressione. Al termine della tappa di Vitoria al Giro dei Paesi Baschi era però fuggito dall' hotel che ospitava la squadra a notte fonda. Disse che aveva un impegno urgente a casa. Poi, al Giro d' Italia, in una giornata di pioggia torrenziale filò come un motoscafo e vinse la 19ª tappa, quella che si concludeva alle Terme di Comano. Per qualcuno era il segnale della rinascita, ma a fine Giro, assieme ai casi-salbutamolo di Piepoli e Petacchi, venne fuori anche la sua positività al testosterone. Grazie a un certificato medico, Mayo quella volta riuscì a salvarsi.
A luglio, in Francia, lo scalatore riuscì ad arrivare 2° nella tappa di Tignes. A Parigi chiuse 19° nella generale. Ma il destino era segnato. Ora, questa squalifica mette quasi certamente fine alla carriera sportiva di quello che era visto come la grande promessa del ciclismo iberico.

domenica 10 agosto 2008

Cooke....d'Olimpia!! Guderzo tra le grandi!!




SULLA GUDERZO NON SCRIVO (QUASI) NIENTE. ESSENDO SUO TIFOSO, RISCHIEREI DI SCRIVERE COSE TUTTE ZUCCHERO E MIELE, E NON LA FINIREI MAI. LE FAVORITE ERANO 2 SU TUTTE; L’INGLESE COOKE E MARIANNE VOS.

NICOLE COOKE (25 anni) è la nuova Campionessa Olimpica di ciclismo donne.
Nata in Scozia il 13 Aprile 1983, corre per la Raleight Lifeforce Creation.
Per farvi capire di chi si tratta, diciamo che – come l’olandese Marianne Vos – quando non sa come passare il tempo vince medaglie.
2 volte Campionessa del mondo Juniores strada (2000 – 2001)
Campionessa del Mondo Juniores a cronometro 2000
Campionessa del Mondo Juniores Mountain Bike 2001
Coppa del Mondo 2003
Bronzo ai Mondiali su strada elite 2003
Giro d’Italia 2004
Argento ai Mondiali strada elite 2005
Bronzo ai Mondiali su strada donne elite 2006
Campionessa Olimpica a Pechino 2008 prova in linea.

TATIANA GUDERZO
Nazione: Italia – Nata a: Marostica (Vicenza) il 22 Agosto 1984 – Squadra: Team Gauss RDZ.
Medaglia d’argento ai Mondiali su strada under 23 nel 2004
Campionessa Europea Under 23 crono 2004
Campionessa d’Italia a Cronometro su strada donne elite 2005
Medaglia d’argento ai Camp. Europei a cronometro 2005 e 2006
Maglia bianca (miglior giovane) al Giro d’Italia 2006 e 2007
Medaglia d’argento Camp. Europei donne elite 2006
Campionessa Italiana su Pista (inseguimento) 2007
Campionessa Italiana a cronometro 2008
Bronzo olimpico a Pechino 2008 prova in linea.

venerdì 8 agosto 2008

Sella; vai a capire...


“COME MAI, CARO EMANUELE?”;
FACILE BUTTARLA IN QUESTI TONI…

Se è vero che la C.e.r.a. non era disponibile prima del tour, perché assumerla per un periodo senza grandi appuntamenti? Questa era la domanda che mi girava in testa, un paio di giorni dopo la notizia della positività di Sella, sul motivo che aveva portato il ciclista ad assumere la C.e.r.a. in un periodo di corse che – con tutto il rispetto per le manifestazioni ciclistiche del periodo – non aveva grandi appuntamenti in agenda.
Forse l’italiano sperava in una convocazione olimpica, ma con tutti i controlli che sono pronti in Cina, sarebbe da matti fare un azzardo del genere. Certo che dopo la questione di Riccò – su Piepoli vai a sapere che razza di casino c’è sotto -, non ci voleva questa notizia che riguarda lo scalatore veneto.
Sulla Bastianelli, penso sia una disattenzione. Non la vedo come una persona che usa delle furbizie disoneste. Ma riguardo a Sella, la delusione è tanta. Anche per Riccò, ma lì il discorso è cambiato a qualche giorno di distanza. Quando il grande scalatore della ex Saunier Duval ha detto alla stampa l’angelica frase: “il ciclismo è la mia vita.” Ho pensato: “…e meno male !”
Voi che ne pensate?